Bonus 200 euro Partite Iva, ci siamo: tutto quello che serve per la domanda

Bonus 200 euro Partite Iva, ci siamo: tutto quello che serve per la domanda. Come compilare il modulo senza sbagliare passaggi

Beati gli ultimi, se il soldi del bonus arriveranno. Ma ora finalmente sembra che anche per alcune categorie di lavoratori finora ignorati dal governo sia in arrivo un piccolo sostegno economico. Stiamo parlando del Bonus 200 euro Partite Iva che nn è ancora una realtà perché non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Bonus 200 euro Partite Iva (Pexels)

In attesa di questo ultimo passaggio formale e ufficiale però sappiamo già abbastanza su quello che attende i lavoratori interessati. In realtà le indicazioni finale arriveranno dall’INPS oppure dalle loro Casse previdenziali specifiche di appartenenza. E chi risulta iscritto contemporaneamente all’INPS ma anche ad uno degli altri Enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza dovrà trasmettere la domanda esclusivamente all’INPS.

Non esistono ancora comunicazioni ufficiali sulle date di apertura delle richieste per accedere al bonus 200 euro per autonomi e professionisti. L’ipotesi è quella di un ‘click day‘ per evitare che qualcuno resti fregato. Anche perché nel Decreto Legge c’è una specifica ben chiara: “L’INPS e gli enti di previdenza obbligatoria procedono, per gli iscritti, alla erogazione dell’indennità in ragione dell’ordine cronologico delle domande presentate e accolte sulla base del procedimento di verifica della sussistenza dei requisiti per l’ammissione al beneficio e di quanto previsto dall’articolo 5 del presente decreto”.

Bonus 200 euro Partite Iva, ci siamo: tutto quello che c’è da indicare nella domanda

Già, ma quali sono questi requisiti che il lavoratore autonomo dovrà indicare obbligatoriamente nella sua domanda? Partiamo dai documenti: serviranno la copia del documento di identità e del codice fiscale in corso di validità, ma anche le coordinate postali o bancarie per l’accredito del bonus di 200 euro.

Bonus 200 euro (ANSA)

Inoltre il richiedente dovrà dimostrare di essere lavoratore autonomo o libero professionista, non titolari di pensione. Non essere percettore di un’altra indennità nella stessa formula e non aver percepito nell’anno 2021 un reddito complessivo e superiore a 35.000 euro. E ancora, essere iscritti alla data di entrata in vigore del decreto legge 17 maggio 2022 N.50 a uno degli istituti Inps. Infine, nel caso di contemporanea iscrizione a diversi enti previdenziali, di non avere presentato per il medesimo fine istanza ad altra forma di previdenza obbligatoria.