Russia, revocata la licenza al giornale indipendente Novaya Gazeta

Il 5 marzo la Duma ha approvato una nuova legge sulla disinformazione per controllare le notizie diffuse dai media sull'invasione in Ucraina.

Novaya Gazeta - Foto di Ansa Foto
Novaya Gazeta – Foto di Ansa Foto

Una Corte di Mosca ha revocato la licenza di pubblicazione per il giornale indipendente Novaya Gazeta, diretta dal premio Nobel per la pace Dmitry Muratov. A dare la notizia, l’agenzia Ria Novosti.

La decisione dei giudici è stata presa dopo la richiesta dell’Ente statale per il controllo sui media Rozkomnadzor che aveva accusato il giornale di non aver fornito i documenti necessari relativi a un cambio di proprietà nel 2006.

La domanda era stata presentata a Tribunale distrettuale di Basmanny a Mosca, il 26 luglio. La Corte ha quindi accolto la richiesta, dichiarando non valida la licenza del giornale.

Novaya Gazeta aveva sospeso le pubblicazioni a marzo

Novaya Gazeta aveva comunque sospeso le pubblicazioni cartacee per decisione autonoma fin da marzo, denunciando pressioni da parte delle autorità per la sua posizione critica contro la guerra di Mosca in Ucraina.

I giornalisti della redazione del quotidiano in questi mesi hanno continuato a lavorare solo online dall’Europa. Secondo l’Onu, la revoca della licenza a Novaya Gazeta rappresenta un “nuovo colpo” all’indipendenza dei media russi.

La legge russa sul controllo dell’informazione

Il 5 marzo la Duma, il Parlamento russo, ha approvato una nuova legge sulla disinformazione per controllare le notizie diffuse dai media sull’invasione in Ucraina. Secondo i sostenitori del testo, lo scopo era limitare la diffusione di informazioni “false” sull’esercito. La legge prevede fino a 15 anni di reclusione e vieta l’uso di termini come “guerra” o “invasione”, a favore della formula imposta dal Cremlino: operazione militare speciale.

La decisione dell’ente statale russo per il controllo sui media di revocare la licenza al giornale indipendente Novaya Gazeta, diretto dal Premio Nobel per la pace Dmitry Muratov, è indiscutibilmente gravissima. Ogni giorno che passa la libertà di stampa russa viene offesa, limitata, ferita indiscriminatamente, segno che ciò che si vuole ottenere è imbavagliare sempre di più chi dissente o mette in discussione le scelte di Putin”. A dirlo l’Europarlamentare e coordinatore del comitato per i Rapporti europei e internazionali del Movimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo.

Solo per fare qualche esempio ricordiamo la tv Dozhd e il quotidiano indipendente Moscow Times che hanno subìto la stessa sorte, per non parlare dei siti della stampa estera in Russia e dei social media oscurati nel Paese. Tutto ciò ci mette di fronte alla certezza che la scure della censura di Stato non fa sconti e mira, esclusivamente, a cancellare la libertà di stampa. Un comportamento pericoloso nei confronti del quale la comunità internazionale non può rimanere indifferente: lo dobbiamo a tutti quei giornalisti che ogni giorno, spesso con grosse difficoltà, svolgono seriamente il proprio lavoro, lo dobbiamo a professionisti come Anna Politkovskaja barbaramente trucidata nel 2006 per via delle sue coraggiose inchieste sulla seconda guerra in Cecenia, lo dobbiamo ai cittadini che hanno il diritto sacrosanto di sapere”, conclude Castaldo.