Price cap, Dessì (ex M5S) a iNews24: “Una sciocchezza gigantesca, solo questi pazzi possono fomentare certe idee”

Sulle sanzioni alla Russia il senatore dichiara: "È stato un errore applicare le sanzioni alla Russia su ordine di potenze straniere e su consiglio di organizzazioni che non fanno gli interessi italiani".

Emanuele Dessì - Foto di Ansa Foto
Emanuele Dessì – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Emanuele Dessì, candidato per il Senato nel collegio plurinominale della provincia di Modena nella lista Italia Sovrana e Popolare, che comprende il Partito comunista, Ancora Italia, Azione Civile, Riconquistare l’Italia e altre associazioni politiche.

Il tema caldo della campagna elettorale in questo momento sono le sanzioni alla Russia, collegato ovviamente all’aumento dei prezzi dell’energia e al caro bollette. Qual è la posizione di Italia Sovrana e Popolare?
La nostra posizione è molto chiara: questa classe politica che ci ha governato ha commesso doversi errori nel corso degli anni. Il primo è stato non adeguarsi a una vera e propria transizione ecologica. Il secondo è stato privatizzare le aziende del settore. Il terzo è stato applicare le sanzioni alla Russia su ordine di potenze straniere e su consiglio di organizzazioni che non fanno gli interessi italiani. Allo stesso modo ci siamo adeguati alle sanzioni che gli Usa hanno erogato negli anni prima a Cuba, poi al Venezuela e al Nicaragua e a tutti i Paesi che non si sono piegati ai voleri degli Usa. Favorendo il volere statunitense, della Nato e dell’Europa l’Italia ha fatto una delle più grandi sciocchezze, perché questo aumento indiscriminato delle bollette metterà in ginocchio le famiglie italiane e le piccole, grandi e medie imprese. Non potremo tornare indietro, perché purtroppo facciamo parte di organizzazioni che ci legano le mani”;

Come si può risolvere secondo lei?
Dobbiamo uscire immediatamente da questi concordati, aprirci a un mondo multilaterale in cui sicuramente continueremo ad avere rapporti con gli Usa, l’Europa e altri Paesi amici. Ma non possiamo fare a meno dei rapporti con altri Paesi del mondo. I politici italiani devono lavorare in nome e per conto del popolo italiano: non possono lavorare per i potentati stranieri. Adesso dobbiamo mettere in sicurezza le famiglie e le imprese: prima vanno eliminate le sanzioni alla Russia, poi si penserà alle politiche energetiche e a rinazionalizzare le grandi imprese della distribuzione energetica italiana”;

Venerdì 9 settembre i ministri dell’Energia Ue discuteranno del tetto ai prezzi del gas e a possibili linee di credito di emergenza per gli operatori del mercato energetico. Siete d’accordo con il price cap?
Il tetto al prezzo del gas è una sciocchezza gigantesca. Soltanto questi pazzi riescono a fomentare queste idee, facendo credere al mondo che si possa fare una cosa del genere. Nessuno dei grandi produttori mondiali di materie prime accetterà il principio del prezzo minimo. Per trent’anni ci hanno spiegato che la competizione è la madre di tutti i popoli, e che il liberismo è l’unica panacea di tutti i mali. Adesso vogliono i prezzi imposti? Ma chi li accetterà mai? Sarà sempre la solita strada privilegiata verso le élite mondiali che faranno ciò che vorranno. E pagheranno sempre e solo le famiglie e le piccole imprese italiane. Io non ci credo, non mi fido più di gente che tre mesi fa diceva che la Russia in due giorni sarebbe crollata e avrebbe chiesto scusa. Saremo noi ad andare a chiedere scusa a Mosca, perché l’alternativa sarà veder distrutto il nostro tessuto sociale ed economico”;

Siete d’accordo invece, sullo scorporamento dei prezzi dell’energia?
Siamo d’accordo che bisogna velocizzare tutti i processi che portano all’acquisizione di energia naturale. Negli ultimi anni in Italia chi voleva accedere a finanziamenti e progetti per le rinnovabili ha sempre dovuto attraversare un inferno burocratico, venendo osteggiato in tutti i modi, perché abbiamo sempre voluto centralizzare nelle mani di pochi il potere dell’energia. Bisogna liberare il mercato, non verso altre aziende, ma verso le persone che devono poter avere facilmente e immediatamente la possibilità di costruire impianti per l’energia in proprio. In questo modo si risolve nell’immediato. Per i programmi invece, bisogna vedere cosa succederà nel resto del mondo. Noi guardiamo solo all’Italia con soluzioni che ci vengono imposte, mentre dobbiamo guardare al resto del mondo che si stanno sviluppando per avere rapporti di tipo industriale importante”;

Il Pnrr va bene così com’è o va cambiato?
Il Pnrr io non l’avrei mai preso. È un enorme prestito a strozzo che pagheranno i nostri figli e i nostri nipoti e di cui le fasce più deboli della popolazione non riceveranno nulla. È un’enorme mole di denaro, c’è una battaglia in corso tra partiti e lobbies per appropriarsi di questa somma di denaro”.