Napoli, l’inquietante ipotesi: clochard ucciso per “battesimo da killer”

L'autopsia ha stabilito la verità: l'uomo è morto colpito alla testa da un proiettile di pistola, sparato a distanza ravvicinata. Non è stata una pallottola vagante, ma un'esecuzione.

Polizia (generica) - Foto di Ansa Foto
Polizia (generica) – Foto di Ansa Foto

Una sorta di “battesimo da killer“: così, secondo la Procura, avrebbe perso la vita Davide Fogler, il clochard che ogni tanto si arrangiava facendo il parcheggiatore, che è stato ucciso a Napoli il 31 luglio. Un delitto avvenuto per gioco o forse per provare una pistola, davanti a molti passanti, che non hanno collaborato a consegnare alla giustizia il killer.

Gli sviluppi dell’omicidio sono inquietanti: la vita di un uomo “sacrificabile”, considerata “niente” da chi l’ha ucciso e l’omertà, da parte di cittadini che pur avendo visto, non hanno testimoniato per paura di subire ritorsioni.

La morte di Davide Fogler è passata quasi inosservata. Inizialmente si era pensato a un incidente, a una brutta caduta che sarebbe diventata letale provocando un colpo alla tempia. Ma ora l‘autopsia ha stabilito la verità: l’uomo è morto colpito alla testa da un proiettile di pistola, sparato a distanza ravvicinata. Non è stata una pallottola vagante, ma un’esecuzione: una prova, forse, per qualche giovanissimo killer da assoldare tra le fila della camorra. Una scena da Gomorra: quella delle baby gang che si preparano all’ascesa nel mondo della criminalità organizzata.

L’omertà dei cittadini che hanno visto e non hanno collaborato

L’inchiesta è condotta dai pm Valentino Battiloro e Cristina Curatoli con il procuratore aggiunto Sergio Amato. Le indagini sono affidate alla Squadra mobile diretta da Alfredo Fabbrocini, che hanno cercato di trovare una ragione plausibile per l’omicidio di Davide Fogler, senza trovare moventi se non quelli descritti finora.

Il corpo senza vita del clochard è stato ritrovato in un terreno abbandonato a Bagnoli. Tra le altre ipotesi, anche quella che la sua morte possa essere avvenuta nell’ambente dei parcheggiatori abusivi che si spartiscono il territorio. O per qualche futile motivo in strada. Si cercano ancora testimoni: ma al momento nessuno ha deciso di superare la paura e fare la cosa giusta.