Gas, il prezzo schizza: venerdì a Bruxelles, la discussione di price cap e fondi di emergenza

I ministri dell'Energia europei discuteranno anche su possibili linee di credito d'emergenza per gli operatori del mercato energetico. 

Gazprom - Foto di Ansa Foto
Gazprom – Foto di Ansa Foto

Questa mattina Piazza Affari è in forte calo, spaventata dalle conseguenze che uno stop al gas russo potrebbe avere sull’economia. Non è l’unica in Europa. A risentire della decisione di Gazprom di tenere chiuso il gasdotto Nord Stream, sono anche Londra, Parigi e Francoforte.

Frena un po’ la corsa al prezzo del gas ad Amsterdam, che dopo aver toccato un massimo di 290 euro al megawattora in avvio di seduta, arriva a 275 euro.

Le scorte di gas dell’Ue sono salite durante l’ultima settimana all’81,55% della capacità di stoccaggio. Il prezzo del petrolio è in netto aumento in avvio di settimana, in attesa della riunione dell’Opec+ che potrebbe decidere per un taglio della produzione e dopo la presa di posizione del G7 su un price cap al petrolio russo. Il greggio Wti passa a 88,53 dollari al barile, con un aumento dell’1,91%. Il Brent sale del 2,13% a 95 dollari al barile.

Di cosa discuteranno i ministri dell’energia a Bruxelles

Intanto è attesa per venerdì 9 settembre la riunione dei ministri dell’Energia Ue, durante la quale si discuterà anche del tetto ai prezzi del gas e su possibili linee di credito d’emergenza per gli operatori del mercato energetico.

A dare la notizia è l’Ansa, che ha consultato una bozza del documento della presidenza ceca. Tra le opzioni, “limitare temporaneamente il prezzo del gas utilizzato per la produzione di energia elettrica”, “limitare temporaneamente il prezzo del gas importato”, ed “esclusione temporanea della produzione di energia elettrica da gas dall’ordine di merito e determinazione del prezzo sul mercato elettrico”.