Elezioni politiche, emergenza energetica e inflazione: i temi della campagna elettorale

A poco più di tre settimane dal voto, il centrodestra prevale sul centrosinistra con il 46,4% rispetto al 29,9%.

Elezioni politiche 2022 (generica) - Foto di Ansa Foto
Elezioni politiche 2022 (generica) – Foto di Ansa Foto

Emergenza energetica e inflazione: questi i due temi della campagna elettorale in vista delle elezioni del 25 settembre 2022. I partiti sono divisi e propongono soluzioni differenti per affrontare ognuno dei due temi. Giorgia Meloni, leader di FdI, non è a favore dello scostamento di bilancio, a differenza di Matteo Salvini. Mentre Silvio Berlusconi oggi affronta il tema dei processi.

La ricetta di Enrico Letta è chiara: cinque proposte per uscire dalla morsa del caro bollette, “per contrastare l’inflazione e dare respiro agli italiani”

Inspiegabile inerzia sui soldi per le bollette. Se tutti siamo d’accordo che è intollerabile far pagare agli italiani dei costi assurdi per le bollette di famiglie e imprese, quando in Francia nessuno paga più del 4% rispetto all’anno scorso, non si capisce perché il Governo non inizi subito la procedura per uno scostamento di bilancio di 30 miliardi, in modo da poter intervenire prima possibile. Denunciamo il rischio del caro bollette da mesi e nel frattempo il Pd e il M5S hanno costretto il Parlamento a perdere settimane per il catasto, per la cannabis e per lo Ius Scholae. Si faccia partire subito la procedura, anche se dovrà essere finalizzata dal prossimo Parlamento e , se c’è qualcuno che vuole che gli italiani paghino bollette senza senso”. Così il deputato della Lega Claudio Borghi.

Intanto “da oggi il Partito democratico è su Tik Tok”, annuncia il segretario Enrico Letta, aggiungendo: “Discuteremo coi più giovani delle priorità che spesso la politica trascura. Grazie ad Alessandro Zan per lo spiegone su diritti e benaltrismo e per ricordare che i 18enni per la prima volta votano al Senato”. 

Elezioni politiche: il voto utile

Si torna anche del voto utile, con Alessandra Maiorino del Movimento 5 Stelle, candidata alle elezioni politiche, che replica al segretario del Pd Enrico Letta, che ieri ha dichiarato che “a Roma chi vota Calenda impedisce a Bonino di essere eletta”. “Letta, basta con questa frottola del voto utile, non ci crede più nessuno. In quel collegio di Roma c’è anche il M5S. Ci sono io. Contano le proposte concrete, la serietà, la credibilità, non queste finzioni politiciste. Usa argomentazioni più solide, se ne hai, per convincere ancora i romani a votare Bonino per la centesima volta” Sul duo Renzi-Calenda, il loro show lo abbiamo già visto. Caro Letta, a Roma, chi vota Maiorino impedisce sia a Bonino che a Calenda di essere eletti”. Così su Facebook la senatrice.

Renzi: “Il Pd si sta arrabbiando perché teme di perdere qualche voto”

Oggi, primo settembre, a partire dalle 20, la Toscana sul serio”. Matteo Renzi torna nella sua città, dove lancia la candidatura dalla Sala Rossa del Palazzo dei Congressi di Firenze. “Con tanti amici e – lo garantisco – tante emozioni. Il Pd si sta arrabbiando perché teme di perdere qualche voto: tanta gente, infatti, ritiene invotabile Enrico Letta, specie dopo la recente svolta sovietica sulle tasse e la proprietà privata”, scrive Renzi. Anche Italia Viva debutta su Tik Tok.

Berlusconi e la durata dei processi

La giustizia, per essere efficace, deve anche essere veloce. In Europa l’attesa media per una sentenza di primo grado è di meno di 400 giorni, poco più di un anno, in Italia è di 1.200, quasi quattro anni. Poi ci sono gli altri gradi di giudizio e si possono raggiungere anche 12 anni. Quando saremo al governo, taglieremo di molto i tempi dei processi”. Così Silvio Berlusconi, tornando sul tema della durata dei processi.

Le intenzioni di voto degli italiani

Intanto, queste le intenzioni di voto: Fratelli d’Italia con il 24% (in aumento dello 0,7% rispetto a fine luglio), prevale di un punto sul Partito democratico (23%). Al terzo posto ci sono la Lega con il 13,4% (stabile) e il Movimento 5 Stelle (in aumento del 2,1%). A seguire Forza Italia con l’8% (in calo di un punto), poi la lista Azione/Italia Viva con il 5%, l’alleanza Sinistra italiana/Verdi con il 4,1% e Italexit col 3%. L’area degli indecisi e degli astenuti è di circa il 38,3%. A poco più di tre settimane dal voto, il centrodestra prevale sul centrosinistra con il 46,4% rispetto al 29,9%.