Addio a Mikhail Gorbaciov: chi era l’ultimo leader dell’Urss

Negli ultimi mesi aveva commentato la guerra in Ucraina scatenata dal presidente della Federazione russa Vladimir Putin: "Questa invasione ha rovinato tutti i suoi precedenti sforzi per la Russia". 

Mikhail Gorbaciov - Foto di Ansa Foto
Mikhail Gorbaciov – Foto di Ansa Foto

Mikhail Gorbaciov, ex presidente dell’Unione sovietica, è morto in ospedale all’età di 91 anni dopo una lunga malattia. Il Cremlino non ha ancora deciso si celebrare i funerali di Stato ma il presidente russo Vladimir Putin gli ha dedicato uno stringato messaggio di cordoglio.

Mikhail Gorbaciov pose fine alla guerra fredda con gli Stati Uniti, ma non riuscì ad evitare il crollo dell’Urss nel 1991, di cui fu ultimo leader prima di cedere il potere al suo rivale Boris Ieltsin.

Non solo la fine della guerra fredda, ma anche perestroika, il crollo del muro di Berlino, il ritiro dall’Afghanistan e il disarmo nucleare: questi i suoi principali meriti, grazie ai quali nel 1989 venne insignito nel 1990 del Nobel per la pace e nel 1989 della Medaglia Otto Hahn per la Pace.

Le parole di Mikhail Gorbaciov contro la guerra in Ucraina

Mikhail Gorbaciov sarà sepolto a Mosca, nel cimitero di Novodevichy, in una tomba di famiglia, dove potrà riposare accanto alla moglie Raissa. Negli ultimi mesi aveva commentato la guerra in Ucraina scatenata dal presidente della Federazione russa Vladimir Putin: “Questa invasione ha rovinato tutti i suoi precedenti sforzi per la Russia”. 

La sua famiglia e la laurea in Giurisprudenza

Gorbaciov nacque il 2 marzo del 1931 in un villaggio della regione meridionale di Stavropol, da una famiglia di agricoltori da cui apprese l’amore per la terra e per le cose semplici. Dopo un’esperienza nel Komsomol, cioè la gioventù comunista, ancora vicina alla retorica staliniana, si trasferì a Mosca all’inizio degli anni Cinquanta, dove si laureò in Giurisprudenza nel 1955.

Raissa, l’amore della sua vita

Durante la carriera universitaria continuò a essere impegnato in politica, iscrivendosi al partito comunista e conobbe la moglie Raissa, con la quale si sposò poco dopo. Sono rimasti sposati fino alla morte della donna nel 1999.

Mikhail Gorbaciov: l’ascesa politica e l’incontro con Margaret Thatcher

L’ascesa politica di Mikhail Gorbaciov iniziò nel 1970, quando venne nominato segretario del partito a Stavropol. Dieci anni dopo tornò a Mosca come membro più giovane del Politburo. Viaggiò spesso all’estero e nel 1984 incontrò per la prima volta la prima ministra britannica di allora, Margaret Thatcher, con la quale stabilì un rapporto di stima e fiducia.

Glastnost e perestroika: le parole d’ordine del cambiamento dell’Urss

L’anno dopo, con la morte di Cernenko divenne segretario generale del Pcus. Aveva 54 anni. Nel 1986 Mikhail Gorbaciov lanciò le sue parole d’ordine: glastnost (trasparenza) e perestroika (ristrutturazione) per portare una ventata di libertà nei media e nell’opinione pubblica, oltre che per riformare il sistema economico dell’Unione sovietica.

Disarmo nucleare: i patti con Reagan e Bush

Nell’ottobre successivo si incontrò con il presidente Usa Ronald Reagan a Reykjavik, in Islanda, per parlare di riduzione degli arsenali nucleari in Europa, suggellato l’anno dopo con la firma dello storico trattato.

Nel 1991 con George Bush, un nuovo trattato per una forte riduzione delle armi nucleari strategiche. Mikhail Gorbaciov riabilitò molti dei dissidenti più scomodi, tra i quali il fisico Andrei Sakharov, dopo otto anni di confine. Nel 1989 ci furono le prime elezioni libere dell’Urss.

Nel 1990 il ricostituito il Congresso dei deputati del popolo lo elesse presidente, con ampi poteri. Il 9 novembre 1989 crollò il muro di Berlino e Mikhail Gorbaciov avallò le rivoluzioni di velluto in Europa e la riunificazione della Germania. Nel 1989 ritirò le truppe dall’Afghanistan e nello stesso anno visitò Pechino, dove Cina e Urss riallacciarono i rapporti interrotti 30 anni prima. Il primo dicembre incontrò Papa Wojtyla: fu il primo leader sovietico della storia a incontrare un Pontefice.

Mikhail Gorbaciov: nel 1990, il premio Nobel per la pace

Nel 1990 vinse il premio Nobel per la pace. Nel 1991 venne sequestrato per tre giorni nella villa presidenziale in Crimea, vittima di un golpe dei comunisti conservatori, che fu spento solo dalla resistenza del presidente russo Ieltsin, che l’8 dicembre successivo firmò con Ucraina e Bielorussia la nascita della Csi, la Comunità degli Stati indipendenti, sancendo la fine dell’Urss.

La fine del suo potere e le ombre nella sua vita

Ma diventato ormai impotente e impopolare dopo le sue riforme troppo lente e prudenti, malvisto anche per la battaglia contro la vodka, Mikhail Gorbaciov gettò la spugna il giorno di Natale. Nella sua vita restano alcune ombre, come l’invio dei carri armati in Lituania contro le prime aspirazioni indipendentiste, o la catastrofe nucleare di Cernobyl nel 1986.

La battaglia per la pace fino alla fine dei suoi giorni

L’impegno di Mikhail Gorbaciov per la pace, della democrazia e dell’ambiente è continuato fino a poco tempo fa, tra conferenze e critiche a Putin. Nel 2014 però, aveva difeso l’attuale presidente russo come il paladino degli interessi di Mosca, per l’annessione della Crimea contro l’imperialismo Usa. Ha chiesto fino alla sua morte di evitare il rischio di una guerra nucleare.