Caro bollette, Borghi (Pd) a iNews24: “No a scostamenti di bilancio, in Europa saremmo considerati spendaccioni”

Sulla proposta di un "armistizio" elettorale proposto da Salvini, l'onorevole afferma: "Hanno messo in atto un'azione sconsiderata, le cui conseguenze si ripercuotono su tutti e su loro stessi in particolare. C'è un elemento di incoerenza di fondo nella destra".

Enrico Borghi (Pd) - Foto di Ansa Foto
Enrico Borghi (Pd) – Foto di Ansa Foto

È piuttosto sorprendente che i partiti che hanno fatto cadere Draghi oggi lo invochino come il salvatore della patria”. Ai microfoni di iNews24, Enrico Borghi, candidato al Senato nel collegio plurinominale Piemonte 02, come capilista della lista Partito democratico – Italia Democratica e Progressista. Interviene nel dibattito in corso sull’emergenza energetica.

Matteo Salvini ha chiesto un “armistizio” elettorale per dare mandato pieno al governo per affrontare il problema del tema delle bollette. ”
“È piuttosto sorprendente. Un mese fa hanno mandato a casa Mario Draghi, sostenendo che avrebbero fatto loro i provvedimenti e che, una volta al governo sarebbero stati in grado di adottare le misure. Adesso invece invocano un intervento straordinario del presidente del Consiglio. Insomma, hanno fatto e stanno facendo esattamente come gli apprendisti stregoni. Hanno messo in atto un’azione sconsiderata, le cui conseguenze si ripercuotono su tutti e su loro stessi in particolare. C’è un elemento di incoerenza di fondo nella destra”; 

Quali sono le proposte del Pd per affrontare l’emergenza dell’energia?
Facciamo appello per un provvedimento straordinario che sia distinto in cinque proposte. Il primo è l’introduzione del controllo dei prezzi dell’energia elettrica, ovvero quello che viene definito il tetto nazionale del costo delle bollette elettriche o, se preferisce, il prezzo amministrato. Si tratta dell’introduzione in via transitoria per un anno, di un regime di prezzi attraverso la fissazione di un tetto da parte del governo, per imprese e utenze domestiche”;

Qual è la seconda proposta?
Il cosiddetto contratto “luce sociale”. Vale a dire nuovi contratti totalmente da fonti rinnovabili che siano diretti a microimprese e famiglie con redditi medi e bassi, introducendo un regime di gratuità fino a un massimo di 1.350 kilowattora all’anno per famiglia, con prezzi ridotti per la parte eccedente. Sostanzialmente significa garantire il 50% del consumo medio”;

Il terzo punto?
La terza proposta è il raddoppio del credito di imposta alle aziende, che oggi già hanno per compensare gli extra-costi derivanti dall’aumento del gas e dell’energia a partire da giugno”;

Come verrebbe finanziato?
“Il finanziamento del raddoppio del credito di imposta, secondo noi, deve avvenire con una proroga dell’estensione del contributi straordinario sugli extra-profitti delle società energetiche. Queste che ho elencato sono tre cose che si possono fare subito con un provvedimento straordinario. Il Parlamento, come si riunirà per la conversione del decreto aiuti che per certi versi è superato, può convertire immediatamente un provvedimento di questa natura. Poi ci sono due questioni a medio periodo”;

Quali sono?
Innanzitutto un piano nazionale di risparmio energetico con l’incentivazione degli investimenti delle imprese e la semplificazione delle procedure per la produzione delle energie rinnovabili. La seconda questione è il tetto europeo al prezzo del gas, che sarebbe dovuta essere la madre di tutte le soluzioni. Non si è raggiunto anche perché Draghi è stato fortemente indebolito”;

Nonostante le proposte di scostamento di bilancio per affrontare il caro bollette, Mario Draghi ha escluso questa soluzione.
Siamo molto preoccupati per l’idea dello sfondamento dei conti che sta dietro a una serie di proposte del centrodestra, e anche sul tema di un ulteriore indebitamento. Si possono realizzare le coperture attraverso provvedimenti ordinari”;

In che modo?
“Bisognerà naturalmente verificare quant’è il gettito erariale derivante dall’andamento del Pil, così come si possono fare altre scelte di allocazione di risorse. Non siamo favorevoli a scostamenti di bilancio che ci vedrebbero ancora una volta letti in Europa come spendaccioni, mentre in questo momento dobbiamo dare continuità alla politica di Draghi di attenzione all’equilibrio dei conti pubblici”;

Come dovrebbe affrontare Draghi la questione energetica, in vista degli aumenti delle bollette dei cittadini e delle imprese?
Abbiamo massima fiducia nei confronti del presidente Draghi. Sappiamo che farà i provvedimenti necessari. Anche lui sa che non si può arrivare a ottobre nelle condizioni date. Rifletterei in modo generale sul fatto di dover interrompere la spirale generale del meccanismo dell’aumento dei costi”;

Si spieghi…
Se interveniamo soltanto sul meccanismo del prezzo senza bloccare la speculazione che è in atto rischiamo di alimentare la situazione. È evidente che più gli Stati intervengono per abbassare l’elemento fiscale sul prezzo, più chi specula – cioè i russi e i trader – possono essere indotti ad alimentare questo meccanismo perché “tanto c’è lo Stato che copre”. Bisogna quindi interrompere – e da qui il tema del prezzo amministrato – la speculazione avviata sulla borsa di Amsterdam e sul gas da parte dei russi. Questo Draghi lo sa bene”;

Come si fa?
Bisogna uscire dalla logica del mercato degli acquisti sulla borsa di Amsterdam e andare in una direzione di prezzo amministrato e nazionale”.