Casi Covid in crescita, Gimbe: “In autunno inseguiremo di nuovo il virus”

Dopo cinque settimane di decrescita, l’indice RT torna a salire in tutta Italia. La Fondazione Gimbe lancia l’allarme: “La pandemia trova posto solo per le strumentalizzazioni politiche, in autunno ci troveremo in una situazione non favorevole”

Tornano a crescere i casi di Covid. Lo fanno dopo cinque settimane in cui l’indice RT segnava un sostanziale calo nei contagi. Ora, il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, presieduta da Nino Cartabellotta, mostra un’inversione di tendenza con la ricrescita dei contagi pari al 18,7%. Nello specifico: sono 177.877 i casi registrati nell’ultima settimana, a fronte dei 149.885 rilevati nella precedente. Stabili i decessi: 759, con un aumento dell’1,7%. Calano i ricoveri in terapia intensiva (45 in meno rispetto alla settimana precedente) e in area medica (1.116 in meno).

Casi covid in crescita

Fatto sta che l’indice RT è in crescita. Ciò significa che l’incremento lo vedremo concretamente a partire dalle prossime settimane, quando saremo ormai in autunno. Dura la critica del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta: “La pandemia ha trovato posto solo per le strumentalizzazioni politiche. I dati mostrano che ci affacciamo alla stagione autunno-inverno in una situazione non favorevole. Non è stato reso pubblico alcun piano di preparazione per tale stagione, fortemente invocato dalla Fondazione Gimbe sulla scia delle raccomandazioni dell’Oms Europa.”

Casi Covid in crescita: “Aumentare le coperture vaccinali”

Per questo, Cartabellotta evoca alcuni punti da affrontare: “Aumentare le coperture vaccinali (con tre dosi) nella popolazione generale; offrire la quarta dose alle persone a rischio dopo 120 dalla somministrazione della terza; promuovere l’utilizzo delle mascherine al chiuso e sui mezzi pubblici; areare gli spazi pubblici affollati, quali scuole, uffici, bar e ristoranti, mezzi di trasporto pubblico; applicare rigorosi protocolli terapeutici per le persone a rischio di malattia grave.”

Vaccino: chi ha la quarta dose e chi no

Il problema più rilevante, secondo la Fondazione, è quello delle quarte dosi. Su una platea di circa 17 milioni di persone individuate per il secondo booster, appena 2,1 milioni risultano vaccinate con l’ultima dose. La campagna continua ad andare a passo lentissimo: nell’ultima settimana sono state appena 70mila le dosi somministrate, per una media che oscilla intorno alle 9.999 somministrazioni al giorno. Mancano, insomma, circa 15 milioni di aventi diritto all’appello. Un totale fallimento, se si considera che la campagna per la prima, la seconda e la terza dose ha ricevuto una copertura che ha superato l’80 percento della platea. Per quanto concerne, infine, le persone che hanno scelto di non vaccinarsi, sono circa 6,8 milioni in tutta Italia. Di queste, 1,3 milioni sono guarite dal virus, e perciò coperte dal punto di vista immunitario. Altri 5,1 milioni non hanno nessun tipo di copertura.