Presidenzialismo, prof Villone a iNews24: “Se approvato, non è scontato che Mattarella si dimetta, sarebbe una sua scelta”

"Meloni dovrebbe studiare un po' di più, la sua analisi è superficiale", aggiunge il costituzionalista, commentando le parole della leader della leader di FdI, secondo cui il presidenzialismo sarebbe anche una riforma economica.

Massimo Villone - Foto di Ansa Foto
Massimo Villone – Foto di Ansa Foto

“Ogni riforma istituzionale deve essere adatta al momento storico e al Paese che lo applica. Il presidenzialismo non è la scelta migliore per l’Italia”. Ad iNews24, Massimo Villone, costituzionalista, professore emerito di Diritto Costituzionale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e senatore dell’area di centrosinistra dal 2004 al 2008, spiega che il presidenzialismo non sarebbe una buona scelta per l’Italia. Inoltre interviene sulla polemica contro le parole di Silvio Berlusconi, secondo cui sarebbe scontato che, una volta approvato il presidenzialismo, il presidente della Repubblica si dimetta: “Non è scontato. Non c’è nulla che sia necessitato da regole formali. Sarebbe una scelta di sensibilità da parte di Mattarella”, afferma il professore.

È in corso una polemica sulle parole di Silvio Berlusconi sul presidenzialismo. Tutti i partiti lo hanno attaccato.
Mi pare che Berlusconi, dopo la presidenza del Senato, si sia fatto venire un appetito ulteriore per la presidenza della Repubblica. Quando ho letto la notizia ho pensato che si tratti di una strategia in due step: prima la presidenza del Senato, poi il Colle”;

Il fondatore di Forza Italia successivamente si è spiegato, affermando di non aver mai attaccato il presidente Sergio Mattarella e di aver detto una cosa ovvia è scontata. È scontato che con l’ok al presidenzialismo, il Capo dello Stato si dimetta?
Non è scontato. Non c’è nulla che sia necessitato da regole formali. Sarebbe una scelta di sensibilità da parte di Mattarella”;

Quindi potrebbe anche finire il mandato?
A mio parere può anche finire il mandato. È lo stesso ragionamento per cui, quando si approva una legge elettorale poi si dovrebbero sciogliere le Camere. Ma non c’è una regola in tal senso, né viene meno la legittimazione di chi in quel momento svolge una funzione pubblica. Dal punto di vista tecnico ho questa convinzione. La decisione è un problema che tocca la sensibilità di Mattarella”;

Crede che il presidenzialismo possa portare benefici all’Italia?
Il presidenzialismo è sopravvalutato. Con le società contemporanee, che sono molto radicalizzate, l’elezione diretta del capo dello Stato non è per niente unificante. Anzi, aggrava la radicalizzazione e la divisione”;

Perché lo pensa?
“Abbiamo un esempio chiarissimo negli Usa, dove il Paese si è spaccato in due sulle elezioni presidenziali. E un altro in Francia, con Macron. Tradizionalmente, l’elezione diretta del Capo dello Stato, aveva il senso della capacità di unificare: ma poteva essere così in società diverse, dove cresceva la classe media, quindi la politica si faceva puntando al centro. Adesso si fa politica puntando agli estremi, come emerge in questa campagna elettorale”;

Quindi non è adatto alla società italiana?
“Siccome chi fa queste proposte di solito ragiona con le analisi di ieri, viene fuori che, da un lato, vogliamo frammentare con l’autonomia, dall’altro unificare con la presidenza della Repubblica. Ma non funziona così: noi frammenteremmo con l’autonomia e spaccheremmo ulteriormente con il presidenzialismo. È un programma di riforma assolutamente demenziale e inconsapevole per ciò che riguarda l’essenza della società contemporanea. Ogni riforma istituzionale deve essere adatta al momento storico e al Paese che lo applica. Il presidenzialismo non è la scelta migliore per l’Italia”;

Anche Giorgia Meloni difende il presidenzialismo. La leader di FdI ha dichiarato che si tratta di una riforma seria e anche economica, che porterebbe al Paese stabilità, quindi la fiducia degli investitori.
Che stabilità c’è in un Paese che per definizione rappresenta solo la metà? Il problema della stabilità è avere un Paese coeso per non rischiare di finire come Macron con i gilet gialli. Quella Francia non era stabile, infatti Macron non ha più avuto la maggioranza. Meloni dovrebbe studiare un po’ di più, la sua analisi è superficiale”;

Chi vincerà le elezioni?
In questo momento l’ipotesi più accreditata è la vittoria del centrodestra perché c’è una legge elettorale che andava assolutamente cambiata. Ho sempre detto che la questione di un terzo di seggi uninominali maggioritari avrebbe chiaramente avuto un peso distorcente assai grave. Quindi la destra vincerà perché dall’altro campo non si è avuta la consapevolezza che si stavano facendo errori, prima col taglio dei parlamentari e poi per non aver attivato le cosiddette scelte correttive a quel taglio”;

Quali scelte correttive?
“Ad esempio le modifiche necessarie della legge elettorale verso un impianto proporzionale. Quindi adesso tutto converge a dire che ci sarà una vittoria della destra, probabilmente consistente. Però la campagna elettorale può dare sicuramente risultati diversi”;

Per il centrosinistra, intende?
“Se il centrosinistra saprà trovare argomenti non di nicchia, che parlino alla pancia profonda del Paese, tutto può cambiare”;

Come ha valutato la decisione repentina di Carlo Calenda di passare dal centrosinistra al terzo polo?
Calenda è un buon esempio della insostenibile leggerezza della politica italiana. Mi sembra dai primi sondaggi emerga che la sua mossa non sia stata molto apprezzata. E penso che agli italiani non sia piaciuto soprattutto per le modalità, perché un cambio così repentino nell’arco di pochi giorni, in politica non fa mai una buona impressione”.