Taiwan attiva sistemi di difesa dai missili cinesi. Pechino: “Gli Usa hanno creato la crisi”

Josep Borrell, capo della diplomazia Ue condanna le "esercitazioni militari mirate", osservando che la visita di Nancy Pelosi non è una motivazione valida.

Taiwan - Foto di Ansa Foto
Taiwan – Foto di Ansa Foto

Il Ministero della Difesa di Taiwan ha confermato il lancio di 11 “missili balistici” dell’esercito popolare di liberazione (Pla) a partire dalle 13.45 locali (7.46 italiane) nelle acque nordoccidentali e sudoccidentali dell’isola.

Lo ha affermato il portavoce del ministero in conferenza stampa. Le forze armate di Taipei hanno attivato i sistemi di difesa ed ha “condannato le azioni irrazionali” della Cina che “minacciano la pace e la stabilità regionali”. 

Pechino: “Sono gli Usa che hanno provocato i guai”

Sono gli Usa che hanno provocato i guai, la crisi e che continuano ad aumentare le tensioni“, ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi, commentando con toni aspri il comunicato congiunto del G7 che ha chiesto a Pechino di evitare una “aggressiva attività militare”. Secondo la Cina, Pelosi “ha creato un pessimo precedente se non viene corretto e contrastato”. 

Missili invadono spazio economico del Giappone

Cinque missili balistici lanciati da Pechino durante l’operazione a Taiwan, sono finiti nella zona economica esclusiva del Giappone. La Difesa Nipponica ha protestato per l’azione di Pechino.

La Cina ha dato il via a una delle più grandi esercitazioni militari mai fatte fino ad oggi attorno a Taiwan, aumentando le tensioni in risposta alla visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi. I media ufficiali cinesi ricordano che si tratta “di manovre militari e di addestramento su vasta scala” che includono lanci dal vivo di colpi di artiglieria e di missili in sei aree marittime off limits a navigazione e sorvolo, in una prova di forza dell’esercito cinese.

Il governo di Taiwan ha affermato che la Cina ha aggiunto un’altra area di interdizione per le sue manovre militari nelle acque orientali dell’isola, che ora sono sette. Lo ha reso noto l’ufficio marittimo e portuale di Taipei in una nota.

Le forze armate di Taiwanoperano come al solito e monitorano ciò che ci circonda in risposta alle attività irrazionali” della Cina “con l’obiettivo di cambiare lo status quo e di destabilizzare la sicurezza della regione”. Lo afferma il ministero della Difesa di Taipei, aggiungendo: “Non cerchiamo l’escalation, ma non ci fermiamo quando si tratta della nostra sicurezza e sovranità. Sosterremo il principio di prepararsi alla guerra senza cercare la guerra e con l’atteggiamento di non intensificare i conflitti e non causare controversie”. 

Borrell: “La visita della Pelosi non è una motivazione valida”

Josep Borrell, capo della diplomazia Ue condanna le “esercitazioni militari mirate”, osservando che la visita di Nancy Pelosi non è una motivazione valida: “Non c’è alcuna giustificazione per usare una visita come pretesto per un’attività militare aggressiva nello Stretto di Taiwan”, ha twittato Borrell. “È normale e di routine per i legislatori dei nostri Paesi viaggiare a livello internazionale. Incoraggiamo tutte le parti a mantenere la calma, esercitare moderazione e agire con trasparenza”.