Vaiolo delle scimmie, Pregliasco a iNews24: “Con circa 500 casi non è urgente vaccinare, ma è importante pianificare”

"Dobbiamo agire adesso perché quello che succede in Africa non è lo stesso che accade qui", spiega il virologo.

Fabrizio Pregliasco - Foto di Ansa Foto
Fabrizio Pregliasco – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, sui casi di vaiolo delle scimmie in Italia.

L’ultimo caso di vaiolo delle scimmie è stato registrato a Livorno, e in Italia se ne contano poco più di 500. Sembra che la situazione sia sotto controllo, è così?
È importante preoccuparsi nel senso organizzativo del termine. Dobbiamo fare delle cose per reagire, in modo che ci sia una comunicazione non allarmistica ma che allo stesso tempo desti attenzione e responsabilizzi sul problema. L’Italia è tra le prime dieci Nazioni coinvolte e i casi sono in continua salita in termini numerici. Dobbiamo agire adesso perché quello che succede in Africa non è lo stesso che accade qui”;

In che senso?
In Africa ci si infetta attraverso i morsi di topi e ratti”;

Quali sono i meccanismi di diffusione?
Ci sono diversi meccanismi. Attraverso animali, portatori sani, che attraverso i morsi passano la malattia e questo è quanto avviene principalmente in Africa. La trasmissione da uomo a uomo avviene attraverso tre modalità. La prima, poco efficiente, attraverso i droplet, ossia le goccioline respiratorie. Poi, in secondo luogo, pare che il virus sia stato ritrovato nel liquido seminale. Però la via principale dei casi europei e fuori dall’Africa riguarda il rischio sessuale (attraverso i fluidi corporei ndr.)”;

La maggior parte dei casi in Italia riguarda gli uomini.
“La gran parte dei casi riguarda uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e in particolare, pluripartner. La causa della diffusione è che il virus è un po’ modificato: le manifestazioni chimiche sono meno imponenti che in Africa. Le vescicole cioè, sono diminuite e se ne vedono poche. Per questo va comunicato ai cittadini che in caso di sospetta esposizione, bisogna controllarsi. La malattia non è mortale, si gestisce a casa, va via in tre o quattro settimane con antivirali che sono stati usati e c’è la vaccinazione”; 

A proposito del vaccino, all’Italia spettano 16mila dosi. Di queste, 5.200 sono già arrivate, altre sono attese per fine agosto. Si attende la circolare del Ministero che indicherà chi dovrà sottoporsi alla vaccinazione.
La vaccinazione può essere fatta anche con il vaccino per il vaiolo umano, ma non a tutti noi. Va somministrata solo a soggetti a rischio o al personale sanitario particolarmente esposto”;

In Europa le vaccinazioni sono già cominciate.
“(In Italia ndr.) per ora ne sono state acquistate e messe da parte, vedremo se saranno necessarie. Con 500 casi non è urgente cominciare le somministrazioni, ma bisogna pianificare un eventuale utilizzo, che in ogni caso sarà mirato”;

Quindi non sollecita il via alla campagna di vaccinazione?
Assolutamente no. Con 500 casi, basta dire alle persone di fare attenzione”;

Però nei prossimi giorni cominceranno le somministrazioni.
Sì, presumibilmente i vaccini verranno utilizzati per i soggetti a rischio, o comunque con un uso circoscritto. Sono arrivate 5.200 dosi, quindi non sarà possibile fare una vaccinazione a tappeto”; 

Come proteggersi dal vaiolo delle scimmie?
Con buonsenso, utilizzando le precauzioni durante i rapporti sessuali”.