Kosovo-Serbia: tensioni al confine per divieto di usare documenti e targhe di Belgrado. Misure rinviate di un mese

I manifestanti kosovari di etnia serba hanno bloccato le strade che conducono al confine di Jarinje e Bernjak, obbligando le autorità a deciderne la chiusura. I media locali hanno riferito che la Forza per il Kosovo a guida Nato (Kfor) ha inviato militati a pattugliare le strade.

Aleksandar Vučić (archivio) - Foto di Ansa Foto
Aleksandar Vučić (archivio) – Foto di Ansa Foto

Torna alta la tensione al confine tra la Serbia e il Kosovo, dove da oggi, primo agosto, era prevista l’entrata in vigore di alcuni obblighi varati dal governo di Pristina. Riguardavano il divieto di ricorrere alle carte di identità e targhe automobilistiche serbe e, al contrario, la richiesta di usare solo documenti kosovari.

La norma ha generato molte proteste da parte dei serbi e il governo kosovaro ha deciso di rinviare l’attivazione delle misure di un mese, a partire quindi dal primo settembre.

Presidente serbo mostra in tv la cartina del Kosovo ricoperto da bandiera serba

La disputa ha riacceso le tensioni tra Pristina e Belgrano, che non riconosce l’indipendenza del Kosovo. I media internazionali riferiscono che il presidente serbo Aleksandar Vučić, in un discorso televisivo, ha mostrato la cartina del Kosovo coperto dalla bandiera serba e ha avvertito che se i serbi saranno minacciati, la Serbia ne uscirà vittoriosa.

La protesta dei serbi, l’intervento di Kfor (forza a guida Nato) e l’appello di Mosca

I manifestanti kosovari di etnia serba hanno bloccato le strade che conducono al confine di Jarinje e Bernjak, obbligando le autorità a deciderne la chiusura. I media locali hanno riferito che la Forza per il Kosovo a guida Nato (Kfor) ha inviato militati a pattugliare le strade. La reazione di Belgrado è stata immediata, cui ha fatto seguito quella di Mosca che ha fatto appello a Pristina, Usa e Ue perché “mettano fine alle provocazioni e osservino i diritti dei serbi del Kosovo”. 

L’intervento di Borrell

Il governo kosovaro ha avuto consultazioni con Ue e Usa. Kfor ha affermato di essere “pronta a intervenire se la stabilità sarà messa in pericolo”. Josep Borrell, alto rappresentante della politica estera dell’Ue, ha “accolto con favore la decisione del Kosovo di spostare le misure il primo settembre”, sul divieto dell’uso di documenti e targhe serbe. “Mi aspetto che tutti i blocchi stradali vengano rimossi immediatamente”, ha twittato, sottolineando che “le questioni aperte dovrebbero essere affrontate attraverso il dialogo facilitato dall’Ue e l’attenzione” dovrebbe essere “sulla normalizzazione globale delle relazioni tra Kosovo e Serbia, essenziali per i loro percorsi di integrazione nell’Unione”.