Elezioni, Vito (ex FI) a iNews24: “Alleanza di destra sta insieme per convenienza elettorale”

"Il giorno dopo le elezioni si divideranno, litigheranno, tra l'altro i tre leader manco si sopportano", aggiunge.

Elio Vito - Foto di Ansa Foto
Elio Vito – Foto di Ansa Foto

Elio Vito è stato il primo parlamentare a lasciare Forza Italia prima della caduta del Governo Draghi. In questi giorni il partito di Silvio Berlusconi ha perso molti altri esponenti storici e di spicco. Le ultime due sono state Mara Carfagna e Rossella Sessa. Prima di loro, Mariastella Gelmini, Renato Brunetta, Giusy Versace, Andrea Cangini, Roberto Caon e Andrea Mattinzoli. Ai nostri microfoni, Elio Vito.

Forza Italia, suo ex partito, sta perdendo molti esponenti. Cosa sta
accadendo?
Quello che sta accadendo in Forza Italia, con gli addii di tanti esponenti autorevoli non mi sorprende anzi lo avevo previsto ed anticipato con le mie dimissioni. Forza Italia ha perso la sua vocazione liberale e riformatrice, va al traino degli alleati sovranisti ed aver fatto cadere il governo Draghi è stata per molti la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Semmai quello che sorprende è la mancanza di autocritica da parte dei suoi dirigenti e la loro mancata rimozione”;

All’interno della coalizione di centrodestra che ruolo potrebbe avere attualmente Forza Italia, secondo lei?
Io credo che all’interno di questa coalizione di destra-destra Forza Italia non possa avere alcun ruolo, è del tutto ininfluente, mi chiedo perché gli elettori debbano votarla ora che è diventata una brutta copia della Lega. Francamente mi pare che il senso attuale dell’alleanza per Forza Italia sia quello di avere collegi sicuri per autotutelare dei dirigenti diventati autoreferenziali“;

Qual è la sua analisi della situazione nelle coalizioni che si formeranno?
Beh, quella di destra, l’ho detto, rappresenta un triangolo litigioso che sta insieme per puro interesse, per mera convenienza elettorale. Ma il giorno dopo le elezioni si divideranno, litigheranno, tra l’altro i tre leader manco si sopportano. La coalizione di centrosinistra, progressista, è ancora in costruzione, ma in prospettiva mi appare più omogenea. E laddove non si riuscirà a fare una alleanza, come tra Pd e M5S, si ha il dovere di marciare divisi per colpire uniti”;

Draghi secondo lei accetterebbe di ridiventare premier indicato dai partiti?
No, mi pare lo abbia escluso, non bisogna tirare per la giacchetta Draghi, che d’altra parte rappresenta però una personalità così autorevole e prestigiosa, anche in campo internazionale, che il nostro Paese non può permettersi di perdere“.