Draghi verso le dimissioni: “Mi sto recando da Mattarella per comunicare le mie determinazioni”

Ieri il premier ha ottenuto la fiducia del Senato sulla risoluzione di Casini, con 95 sì e 38 no: una maggioranza risicata, che Draghi non ha accettato.

Camera dei deputati - Foto di Ansa Foto
Camera dei deputati – Foto di Ansa Foto

Chiedo di sospendere la seduta perché mi sto recando dal presidente della Repubblica per comunicare le mie determinazioni”. Accolto da un lungo applauso, Mario Draghi ha annunciato la conferma delle sue dimissioni nell’Aula della Camera.

La seduta è cominciata pochi minuti dopo le 9, ed è stata sospesa fino alle ore 12, in attesa che il premier si rechi al Colle.

Previsto anche un dibattito nell’Aula dei deputati. Ieri il premier ha ottenuto la fiducia del Senato sulla risoluzione di Casini, con 95 sì e 38 no: una maggioranza risicata, che Draghi non ha accettato.

All’ultimo minuto il centrodestra di governo (Lega e Forza Italia) ha deciso di non votare perché il premier non ha accolto la loro risoluzione, così sono usciti dall’Aula, risultando assenti al voto. Fratelli d’Italia ha votato no. Mariastella Gelmini ha lasciato Forza Italia. 

Il Movimento 5 Stelle ha garantito il numero legale affinché il voto fosse valido, restando alla Camera ma non ha votato. Non sono bastati i cinque giorni di decantazione che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva imposto al premier prima di rendere decisive le dimissioni, annunciate perché era venuto meno il “patto di fiducia”. 

Conte: da parte di Draghi “atteggiamento sprezzante”

Non era questione di ultimatum, ma di priorità su cui bisognava definire un’agenda di governo. Non è stato possibile, abbiamo visto da parte del premier Draghi non solo indicazioni generiche, purtroppo su alcune misure c’è stato anche un atteggiamento sprezzante. Questo ci spiace molto. Perché abbiamo ricevuto anche degli insulti, e anche da parte delle forze di centrodestra c’è stato un atteggiamento incomprensibile”, ha affermato il presidente del M5S Giuseppe Conte in un incontro con la stampa. “Oggi bisognava avere idee chiare e un atteggiamento preciso”, e invece “c’è stato solo un atteggiamento sprezzante che non fa bene al Paese”. 

Letta: “Con il M5S, frattura impossibile da ricomporre”

E ora gli italiani saranno chiamati a scegliere chi ha affossato il governo e chi invece l’ha sostenuto fino all’ultimo istante”. Sono le parole di Enrico Letta, segretario nazionale Pd, che al Tg1 ha commentato la giornata di ieri descrivendola come “un giorno triste e drammatico per l’Italia”. 

La responsabilità di aver scatenato la crisi è dei Cinquestelle, sono loro ad aver regalato un assist alla destra. In un colpo solo hanno mandato via Draghi, disintegrando la nostra coalizione e aperto la strada a elezioni anticipate. Oggi con il Movimento di Conte si è consumata una frattura impossibile da ricomporre”.