Dimissioni Draghi, Mattarella riceverà i presidenti delle Camere. Le reazioni dei partiti

Intanto Forza Italia paga le conseguenze dell'accordo con Salvini: dopo Gelmini, oggi si dimette il ministro della PA Renato Brunetta.

Sergio Mattarella - Foto di Ansa Foto
Sergio Mattarella – Foto di Ansa Foto

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale ha reiterato le dimissioni sue e del Governo che presiede, dopo l’annuncio di questa mattina alla Camera.

La decisione è scaturita dalla maggioranza irrisoria ottenuta dal Senato ieri, giovedì 21 luglio, con 95 sì e 30 no. All’ultimo minuto Lega e Forza Italia hanno deciso di non votare e uscire dall’Aula, mentre il Movimento 5 Stelle è rimasto per garantire il numero legale dei votanti, anche se non ha espresso la propria preferenza.

A niente è servito il tentativo di Sergio Mattarella, che cinque giorni ha ha chiesto a Mario Draghi di parlamentizzare la crisi. Questa volta ha dovuto prendere atto delle dimissioni. Il Governo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti.

Mattarella incontrerà i presidenti delle Camere, poi lo scioglimento delle Camere

Come previsto dall’articolo 88 della Costituzione italiana, il Capo dello Stato incontrerà i presidenti delle Camere. Alle 16.30 riceverà Casellati (Senato) e alle 17 Fico (Camera).

Il Consiglio dei ministri non si terrà. Si ritiene che gli affari correnti possano essere l’approvazione in extremis il ddl concorrenza, ritenuta connessa al Pnrr. Il provvedimento è in esame alla Camera nelle commissioni in seconda lettura.

Dopo l’incontro con i presidenti delle Camere, Sergio Mattarella potrebbe rilasciare una dichiarazione ufficiale sullo scioglimento delle Camere.

Forza Italia: Dopo Gelmini, anche Brunetta lascia Forza Italia

Le forze politiche sono già proiettate alla campagna elettorale e i commenti sulla situazione politica arrivano da ogni parte politica. A perdere le sue figure di spicco al momento è Forza Italia. Dopo l’addio della ministra Mariastella Gelmini di ieri, oggi è il turno di Renato Brunetta, ministro della Pubblica Amministrazione. Lo ha annunciato in una nota in cui afferma che “non votando la fiducia a Draghi, Forza Italia ha tradito la sua storia e i suoi valori. Non sono io che lascio, è Forza Italia che lascia se stessa”. 

La data delle elezioni potrebbe essere tra il 25 settembre e il 2 ottobre. “Sogno un partito conservatore che tenga dentro Forza Italia, La Lega e gli altri partiti che si riconoscono nei valori liberali”. Questo l’auspicio di Silvio Berlusconi, emerso durante i vertici di centrodestra che si sono susseguiti a Villa Grande, specificando però che il tema non è all’ordine del giorno. “Il centrodestra ha lasciato al premier Draghi la possibilità di una via di fuga dalla crisi, ma il presidente del Consiglio si è mosso nel campo del Pd, incontrando anche il segretario dem Enrico Letta”.

Letta: “L’asse col M5S si è spezzato, pensiamo a noi”

La responsabilità della crisi è dei partiti che non hanno votato. In questo modo è stato fatto un danno gravissimo al Paese”, afferma il segretario Dem Enrico Letta, alla riunione con i parlamentari, aggiungendo che le elezioni potrebbero già svolgersi a settembre. “Ora dobbiamo pensare a noi, perché l’asse con il M5s si è spezzato. Il campo largo, se non completamente tramontato, deve essere totalmente ripensato, anche con protagonisti nuovi”. 

Di Maio: “Proviamo a salvare la legge di bilancio, sul Pnrr ho molti più dubbi

Duro nei confronti del suo ex partito, il ministro degli Esteri e leader di Insieme per il futuro Luigi Di Maio: “L’agenda del Governo Draghi non può cadere nella polvere, siamo in un periodo storico troppo delicato. Se Salvini e Conte vi parleranno di caro bollette in campagna elettorale, la colpa sarà soprattutto loro. Stando così le cose, prima si va a votare, meglio è. Proviamo a salvare la legge di bilancio, sul Pnrr ho molti più dubbi. Questo governo è stato fatto cadere solo per opportunismo”. 

Renzi: “Personale narcisismo è stato anteposto agli interessi del Paese”

Forza Italia si è consegnata a Salvini, consegnando di fatto la competenza rappresentata da un premier come Mario Draghi nelle mani del populismo incoraggiato dal duo Conte-Salvini”. Così, in un’intervista radiofonica Matteo Renzi, leader di Italia Viva. “A me questo dispiace e amareggia perché ieri eravamo riusciti in un mezzo miracolo: attraverso le petizioni avevamo raccolto, attraverso le piazze, più di centomila firme. Avevamo convinto il presidente del Consiglio a ritornare sui suoi passi. Invece il personale narcisismo è stato anteposto agli interessi del Paese“.

Conte: “Draghi non ci ha difeso da chi voleva farci fuori”

Intanto il Movimento 5 Stelle, il più accusato di aver provocato la crisi del Governo Draghi, si dice coeso: “Draghi non ci ha difeso da chi voleva farci fuori, non solo Lega e Forza Italia, ma anche Renzi e Di Maio. Piuttosto abbiamo incassato attacchi da parte sua sul reddito di cittadinanza e sul Superbonus. Noi invece chiedevamo solo garanzie, ma l’atmosfera è presto peggiorata”. Parole di Giuseppe Conte all’assemblea dei deputati grillino dopo essere stato accolto con un lungo applauso.