Pugile ucciso ad Anzio: fermati i due presunti assassini

All'esterno del commissariato di Anzio, appena si è diffusa la notizia, si sono radunati gli amici della vittima che stavano partecipando a una veglia funebre.

Leonardo Muratovic - Foto di Facebook
Leonardo Muratovic – Foto di Facebook

La Procura di Velletri ha disposto due decreti di fermo per i fratelli di origine magrebina accusati dell’omicidio del pugile Leonardo Muratovic, di 25 anni.

Il giovane è stato ucciso sabato notte ad Anzio, a coltellate, durante una rissa fuori da un locale nella zona della movida. I due si sono costituiti ieri presso i carabinieri della stazione Gianicolense a Roma e attualmente sono reclusi nel carcere di Velletri. I due fratelli sono accusati di concorso in omicidio, hanno 21 e 26 anni, sono nati in Italia e come Muratovic sono residenti ad Aprilia.

All’esterno del commissariato di Anzio, appena si è diffusa la notizia, si sono radunati gli amici della vittima che stavano partecipando a una veglia funebre sul luogo del delitto, deponendo fiori, candele e lasciando volare in cielo lanterne cinesi.

Omicidio ad Anzio: arrestato anche il padre della vittima

Per la vicenda è stato arrestato anche il padre della vittima che, domenica, ha ferito due bodyguard del locale dov’è iniziata la rissa. L’uomo li ha colpiti con un coltello fuori dal commissariato di Anzio, dove i due erano stati convocati come persone informate sui fatti.

La ricostruzione dei fatti

Leonardo Muratovic in passato era stato coinvolto in episodi simili, ed era stato segnalato all’autorità giudiziaria. La rissa tra i due gruppi sarebbe scoppiata in modo casuale: non si erano dati appuntamento, infatti il pugile era in compagnia della ragazza e di un amico con la sua fidanzata. Ma alla base ci sarebbero stati comunque precedenti rancori. Anche per questo i buttafuori avrebbero provato a spegnere il litigio sul nascere, invitando tutti a lasciare il locale. La rissa però, è ripresa più in là.

Criminalità: l’interrogazione parlamentare di Fassina

L’omicidio di Leonardo Muratovic ha riacceso i riflettori sulla criminalità del litorale al Sud di Roma. Il deputato di Leu Stefano Fassina, in un’interrogazione parlamentare ha chiesto alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, a mettere in campo iniziative per contrastare il fenomeno.