Il Senato approva la fiducia a Mario Draghi, domani il passaggio alla Camera

La maggioranza dei voti ottenuta è risicata rispetto ai numeri prospettati nei giorni scorsi, ed è per questo che il premier potrebbe confermare le sue dimissioni dopo il passaggio alla Camera di domani.

Mario Draghi - Foto di Ansa Foto
Mario Draghi – Foto di Ansa Foto

Alla fine Mario Draghi ha ottenuto la fiducia del Senato sulla risoluzione Casini. 95 sono i sì e 38 i no. Palazzo Madama è in numero legale perché i senatori del Movimento 5 Stelle erano presenti non votanti per garantirlo, dopo la decisione del centrodestra di non votare e uscire dall’Aula, risultando assente al voto. Fratelli d’Italia ha votato no.

Al termine del voto, la presidente Casellati ha sospeso la seduta e ha convocato la capigruppo.

Mario Draghi conferma le sue dimissioni

La maggioranza dei sì ottenuta è risicata rispetto ai numeri prospettati nei giorni scorsi, ed è per questo che Mario Draghi potrebbe confermare le sue dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo il passaggio parlamentare alla Camera previsto per domani, giovedì 21 luglio.

Solo dopo la decisione di Palazzo Madama, spiegano fonti di Governo, il premier potrebbe tornare al Colle per tirare le somme della “verifica” ed eventualmente confermare le sue dimissioni.

Gli italiani guardano sgomenti alle loro istituzioni, al Parlamento e al Senato e a forze politiche che hanno anteposto i loro interessi”. Lo ha detto Enrico Letta, segretario del Pd, in un’intervista al Tg1. “Credo che andremo alle elezioni rapidamente e gli italiani sceglieranno fra chi ha voluto affossare questa esperienza e chi, al di là dei propri interessa di parte, aveva scelto di portarla avanti”. 

Al termine del voto di fiducia, c’è stata una telefonata tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, lo fanno sapere i due partiti.

Ma cosa succederà ora? Di seguito, i passaggi.

Consultazioni: il presidente della Repubblica potrebbe non passare da un giro di consultazioni con i presidenti di Camera e Senato e con i partiti.

Gli affari correnti: Draghi potrebbe restare in carica fino all’arrivo del nuovo Governo, dopo le elezioni politiche. Mattarella potrebbe chiedergli di restare in carica per il disbrigo degli affari correnti. L’alternativa è che il presidente della Repubblica formi un governo di scopo per arrivare alle elezioni.

Le elezioni anticipate: potrebbero tenersi il 2 o il 9 ottobre. Non prima perché il 15 settembre cominciano le celebrazioni del Capodanno ebraico.