Crisi di Governo, Draghi al Senato: “Serve un patto di fiducia concreto, siete pronti?”

Il voto di fiducia sarà nominale ed è previsto per le 18.30. La giornata comincia con alcuni spiragli per una conclusione positiva della crisi scatenata dal Movimento 5 Stelle. 

Giuseppe Conte, Mario Draghi - Foto di Ansa Foto
Giuseppe Conte, Mario Draghi – Foto di Ansa Foto

Crisi di governo: oggi, mercoledì 20 luglio è il giorno di Mario Draghi. Mentre continuano le trattative dei partiti per trovare un modo per portare a termine la legislatura, il premier è atteso per le 9.30 in Senato per le sue comunicazioni.

Serve un Governo che “sia davvero forte e coeso e un Parlamento che lo accompagni con convinzione, nel reciproco rispetto dei ruoli. All’Italia non serve una fiducia di facciata, che svanisca davanti ai provvedimenti scomodi. Serve un patto di fiducia, sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese. I partiti e voi parlamentari, siete pronti a ricostruire questo patto”, afferma Mario Draghi, concludendo il suo discorso al Senato.

Il voto di fiducia sarà nominale ed è previsto per le 18.30. La giornata comincia con alcuni spiragli per una conclusione positiva della crisi scatenata dal Movimento 5 Stelle. Tra le 10.30 e le 11 è prevista una pausa dei lavori, oltre a essere il momento in cui verrà consegnato alla Camera il discorso del presidente.

Dopo la pausa, in Senato si terrà la discussione generale. Il dibattito dei senatori potrà durare fino alle 16.30 circa. Dopodiché Draghi comunicherà le sue intenzioni.

Se Draghi deciderà di restare in carica, alle 18.40 potrebbero cominciare le dichiarazioni di voto e seguire la chiama dei senatori. Domani invece, sarà il turno della Camera, tra le 9 e le 11.30, con la chiama dei deputati tra le 13.45 e le 15.15.

Nel suo colloqui con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Draghi si è dimostrato meno irremovibile di cinque giorni fa.

Letta: “Sarà una bella giornata”

Domani sarà una bella giornata”, ha commentato il segretario del Pd Enrico Letta, mentre per Matteo Renzi l’unico problema rimasto è “se Conte esce dalla maggioranza, tanto ormai sappiamo tutti che Draghi rimarrà”.

Vertice centrodestra a Villa Grande

Mario Draghi è entrato nell’Aula del Senato alle 9.30 circa. Ieri si è tenuto un incontro del centrodestra di governo a Villa Grande, la residenza romana di Silvio Berlusconi, dopo il confronto con il premier. Forza Italia e Lega chiedono che Draghi resti al Governo ma con i 5 Stelle fuori dalla maggioranza, considerati da Berlusconi “incompetenti e inaffidabili”. 

Io credo che sia stato inatteso il modo in cui tutte le associazioni civiche hanno preso una posizione netta sulla crisi di governo. Una posizione in cui il tema di fondo è cogliere una profonda esigenza di protezione del Paese, e di aiuto. Credo che sia stato importante per noi essere interpreti di tutto questo fin dall’inizio. E sono importanti i toni usati da noi in Parlamento, nei giorni scorsi. Toni consapevoli del momento che stiamo vivendo. La percezione che gli italiani siano stufi di un continuo rimbalzarsi di capannelli, di telecamere, di dichiarazioni e la necessitò di tornare a fatti concreti e decisioni che si assumono nelle istituzioni”. Parole di Enrico Letta all’assemblea congiunta dei gruppi del Pd.

Dal centrodestra all’opposizione con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, arriva ancora una volta la richiesta di un ritorno alle urne: “Ecco perché le stanno tentando tutte per evitare di tornare subito al voto”, scrive su Facebook, postando un recente sondaggio di Swg che dà FdI al 23,8%: “Ecco spiegato perché la sinistra ha così paura delle elezioni”.