Crisi di Governo, De Bertoldi (Fdi) a iNews24: “Il M5S non esiste più: vedo tanti parlamentari senza un’identità politica”

Ai microfoni di iNews24, il senatore di Fratelli d'Italia Andrea De Bertoldi, sulla crisi di Governo e il voto di fiducia che il Senato voterà oggi.

Andrea De Bertoldi - Foto di Ansa Foto
Andrea De Bertoldi – Foto di Ansa Foto

Il centrodestra ha chiesto un nuovo Governo Draghi, senza il Movimento 5 Stelle
Io cerco sempre di ragionare sulla base dei dati. Nel suo discorso, Draghi da una parte parla di un Governo di tutti, di unità nazionale, dall’altra ha bacchettato in modo molto forte Lega e parte del Movimento 5 Stelle e non ha dato un riscontro tematico molto forte alla Lega e più in generale al centrodestra di Governo. Non ha detto una sola parola critica del Pd, che ha caudato i primi scompensi di Governo”;

A cosa si riferisce?
Mi riferisco a qualche settimana fa, quando ha spinto sullo Ius Scholae e sulla legalizzazione delle droghe. Se vogliamo parlare di responsabilità, il Governo ha iniziato a barcollare quando le tesi politiche della sinistra sono state portate con prepotenza dal Pd. Non bisogna nascondersi. Mi aspettavo che il presidente Draghi, da buon padre di famiglia, tirasse le orecchie un po’ a tutti, mentre ha attaccato pesantemente solo le posizioni del centrodestra”;

Questo cosa comporta, secondo lei?
È chiaro quindi, che Draghi non voglia più un Governo di questo tipo. O vuole andarsene, quindi creare le condizioni perché non ci sia più una maggioranza, oppure ha in mente un’altra maggioranza politica senza il centrodestra, o perlomeno senza la Lega, primo partito di Governo”;

Il centrodestra voterà la propria risoluzione
Non credo che la Lega, dopo quello che ha detto Draghi e anche il presidente Romeo, possa ancora far parte di questa maggioranza. Per quanto riguarda Forza Italia, ormai da mesi non si capisce quale sia la sua linea. Non so come risponderà, ma di sicuro i suoi elettori non sono disposti a diventare succubi del Pd, che li ha criminalizzati per anni come i principali nemici della democrazia. Perché dimentichiamo che il presidente Berlusconi è diventato presentabile agli italiani quando ha cominciato a diventare anziano e a governare col Pd. Fino ad allora, era considerato un impresentabile. E siccome l’elettorato di Forza Italia non dimentica queste cose, voglio credere che la conseguenza di tutto questo sia un ritorno alle urne”;

Un ritorno alle urne che Fratelli d’Italia chiede con forza da tempo.
Penso che il più grande atto di responsabilità sia lasciare gli italiani in mano a un Governo che possa decidere e che sia omogeneo. Come ho detto oggi in Senato, avremo la campagna elettorale più breve della storia repubblicana. Avremo trenta giorni, durante i quali il Governo resterà comunque in carica, quindi potrà fare decreti ed espletare quello che serve per il Pnrr. E a settembre o ottobre gli italiani voteranno un Governo che sia espressione della loro volontà, coeso e determinato. È più responsabile comportarsi così, come chiede FdI o lasciare per nove mesi l’Italia con una maggioranza inesistente che litiga su tutto e non ha una linea politica? Inoltre, al voto si andrebbe comunque, con una campagna elettorale lunga nove mesi invece che trenta giorni”;

Cosa farà il Movimento 5 Stelle, secondo lei?
Per mia fortuna col Movimento 5 Stelle e il Pd non abbiamo mai governato e mai governeremo e forse gli italiani ci premiano per questo. Vedo difficile che possa nascere un Governo con Pd, 5 Stelle e Lega. Non è nelle corde degli elettori di tutti questi partiti: ma se vogliono suicidarsi politicamente, lo facciano. Sono una persona dialogante e ritengo che le coalizioni omogenee siano la cosa migliore”;

Al termine di questa crisi politica, qual è il futuro del Movimento 5 Stelle?
Il M5S non esiste più. Vedo tanti parlamentari, brave persone, che non hanno più un’identità politica. Ognuno cerca di salvaguardare le proprie posizioni e interessi personali. Faccio fatica oggi, a parlare del Movimento 5 Stelle. La politica non è fatta solo di brave persone, ma anche di logica, identità e senso di appartenenza e oggi non c’è più. Se prendiamo la geografia politica, ci rendiamo conto che si sono sparsi tra tutti i partiti”.