Era ora! Gli italiani possono respirare: finalmente arriva l’aumento

In prospettiva una buona notizia per milioni di italiani, che potranno respirare dopo un periodo davvero duro tra aumenti e inflazione

In Italia i cittadini non possono essere sereni e soddisfatti per il momento storico che si vive, soprattutto dal punto di vista economico. Tra la pandemia Covid non ancora superata e la guerra in Ucraina gli effetti continuano ad essere molto seri.

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Banconote di euro (Pixabay)

Tutte conseguenze negative per l’economia e le finanze del nostro paese. Non a caso negli ultimi mesi si è notato un aumento in percentuali eccessive delle bollette energetiche, ma anche un rincaro dei beni primari, come negli alimenti e nel carburante.

Finalmente nel 2023 però arriveranno buone notizie per moltissimi italiani. Una boccata d’ossigeno per le tasche di tanti cittadini, che attendevano questo tipo di aumento da diverso tempo, mentre ora sembra ufficiale.

I pensionati possono esultare: aumenti in arrivo con il nuovo anno

Con l’inflazione alle stelle, il Governo Draghi ha deliberato di aumentare anche l’importo delle pensioni per i cittadini italiani. Una misura necessaria per fronteggiare i rincari, la quale però al momento non riguarda gli stipendi dei lavoratori se si esclude il bonus dal 200 euro erogato di recente.

Dal 1 gennaio 2023 avranno benefici in busta paga sia i pensionati classici, che beneficiano del trattamento previdenziale a loro scelta, ma anche le pensioni assistenziali, come ad esempio per l’assegno sociale e per le cosiddette pensioni d’invalidità civile.

Ma di quanto aumenteranno le pensioni? Va fatto un calcolo non troppo difficile, che riguarda in particolare gli assegni previdenziali e assistenziali attualmente al di sotto di una certa soglia.

Questi ultimi verranno aumentati di una percentuale pari a quella dell’inflazione generale. Queste le tipologie di rivalutazione degli assegni pensionistici:

  • gli assegni con importo annuo inferiore alle quattro volte il trattamento minimo (quindi sotto i 2.062,00€ lordi mensili) hanno diritto a una perequazione al 100%;
  • gli assegni con importo compreso tra le quattro e le cinque volte il trattamento minimo (fascia tra 2.062,00€ e 2.577,90€ mensili) godono di una perequazione al 90%;
  • sopra le cinque volte il minimo (quindi sopra i 2.577,90€ mensili) la perequazione è del 75%.

Una misura importante per coloro che non vantano una pensione troppo elevata. In questo caso l’aumento del costo della vita di questi mesi verrà pareggiato e non peserà più sulle casse dei pensionati che vantano redditi sotto la soglia dei 2.000 euro lordi al mese.