Crisi di governo, mercoledì Draghi in Parlamento: quali sono gli scenari possibili

Il leader del M5S Giuseppe Conte ha chiesto ai ministri e ai sottosegretari di dimettersi prima delle comunicazioni di Draghi. Quasi tutti però, secondo l'Agenzia Nova, avrebbero rifiutato. 

Sergio Mattarella, Mario Draghi - Foto di Ansa Foto
Sergio Mattarella, Mario Draghi – Foto di Ansa Foto

Parlamentarizzare la crisi: questo è il motivo per cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha accettato le dimissioni del premier Mario Draghi, dopo che il Movimento 5 Stelle non ha votato la fiducia al Senato.

Capisco le difficoltà e comprendo le ragioni che mi hai elencato. La scelta è tua, ma ti invito a rifletterci su ancora. Dopotutto non sei stato sfiduciato”, ha risposto il Capo dello Stato, come scrive il Corriere della Sera. Draghi ha ottenuto la fiducia anche senza il voto dei grillini, partito di maggioranza relativa in Parlamento. “Le dimissioni mettiamole da parte fino a mercoledì. Pensaci. Poi vai in Parlamento a valutare la situazione, per doverosa trasparenza. Io spero che tu cambi idea”.

Crisi di governo: cosa potrebbe succedere ora

Si apre una sospensione politica di cinque giorni, durante il quale Draghi dovrà valutare ancora la situazione e intanto andrà in Algeria per chiudere gli accordi sul gas. L’ipotesi più plausibile è che il premier non cambierà idea e che vada a Montecitorio e Palazzo Madama mercoledì a dare semplici comunicazioni senza che il Parlamento voti. Poi tornare al Colle per formalizzare il suo addio al governo.

L’altra ipotesi è che torni sui suoi passi e continui a governare il Paese, quindi lasci la parola alle forze politiche con un voto.

Conte chiede ai ministri di dimettersi: il M5S sembra disgregarsi

Intanto in queste ore le reazioni dei partiti italiani sono tutte contro il Movimento 5 Stelle, mentre il leader Giuseppe Conte ha chiesto ai ministri e ai sottosegretari di dimettersi prima delle comunicazioni di Draghi. Quasi tutti però, secondo l’Agenzia Nova, avrebbero rifiutato.

Le tensioni sono forti all’interno del Consiglio nazionale del Movimento. Conte sta provando a contattare i suoi parlamentari, ma molti non avrebbero risposto alle telefonate. I grillini starebbero quindi implodendo e forse, Conte potrebbe aver fatto male i conti: da questa presa di posizione il suo partito potrebbe uscire disgregato. Alcuni parlamentari del Movimento, sempre secondo Nova, sarebbero pronti ad abbandonare i gruppi e intervenire a titolo personale al termine delle comunicazioni di Draghi alle Camere, proprio per dimostrare di non essere d’accordo con Giuseppe Conte.

Crisi di governo: le reazioni dei partiti

I partiti di maggioranza non approvano la presa di posizione del Movimento. Dal centrodestra al Governo, Lega e Forza Italia, si grida all’irresponsabilità. Incontri, telefonate e videocollegamenti ci saranno oggi tra Matteo Salvini e i dirigenti della Lega. Ha già sentito Giorgetti, Attilio Fontana, Fedriga, Zaia, vicesegretari, capigruppi e Roberto Calderoli: “Faremo il bene dell’Italia e degli italiani”, è la linea politica dettata da Salvini.

Forza Italia, con il vicepresidente Antonio Tajani in testa, è d’accordo con Salvini: “Gli italiani sperano che Mario Draghi ci ripensi”, ha affermato in un’intervista a Sky Tg24. “Nemmeno noi abbiamo paura delle elezioni. Però se siamo responsabili e verifichiamo se è possibile avere di nuovo Mario Draghi alla presidenza del Consiglio, magari con una maggioranza diversa, per affrontare i problemi degli italiani e se non ci si riesce allora si va al voto. Ma non sono possibili nemmeno ricatti, come anche dire che il governo si può fare solo col M5S. Un governo può vivere altri 9 mesi sotto il ricatto di M5S?”, ha concluso Tajani.

Letta: “Al lavoro per far ripartire il governo Draghi”

Ora sono al lavoro perché mercoledì alle Camere si crei la maggioranza e il Governo Draghi possa ripartire. Il Paese piomba in una crisi gravissima che non può permettersi”, afferma Enrico Letta, segretario del Pd. Qui l’intervento del senatore Pd Mirabelli ai nostri microfoni. 

L’Italia di tutto ha bisogno meno che di una crisi di governo al buio e di una campagna elettorale di tre mesi”, afferma Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e uguali.Si lavori in queste ore per verificare se ci sono le condizioni per proseguire l’esperienza di governo, per dare risposte alla domanda di protezione dalla crisi e dall’aumento dell’inflazione da parte di famiglie e imprese”.

Italia Viva lancia una petizione online pro Draghi

Italia Viva non ci sta all’abbandono di Draghi del governo e lancia una petizione online per chiedere al premier di rimanere: “Siamo cittadini sconvolti dalle scelte del M5S che hanno portato alle dimissioni di Mario Draghi da presidente del Consiglio. I Cinquestelle hanno determinato irresponsabilmente una situazione assurda e contro l’interesse degli italiani, specie in un momento così delicato a livello internazionale. Chiediamo a Mario Draghi di restare a Palazzo Chigi con un programma chiaro su pochi punti da comunicare in Parlamento, senza ulteriori trattative con le forze politiche di maggioranza e con un Governo di persone di sua stretta fiducia”, si legge nella petizione online.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi continua sulla stessa linea: “Ciò che è successo in queste ore fa male al Paese. Il Movimento 5 Stelle si conferma per quello che è sempre stato: un danno alla credibilità delle istituzioni, un disastro per la vita dei cittadini italiani. Costringere Draghi a dimettersi è l’ultima infamia”, afferma nella Enews. “Ed è una infamia che ci indebolisce anche in politica estera: su certi temi Draghi è uno statista, Conte è uno stagista”. 

Anche Ettore Rosato, presidente di Italia Vita, a Sky Tg24: “Il governo cade a causa di un inceneritore: mi sembra una motivazione decisamente strumentale. Conte sa che a marzo del prossimo anno non esiste più. Non aveva più il controllo del Movimento e pensava di non avere la forza di arrivare alle elezioni a marzo. Ha deciso in maniera fredda e spregiudicata di far cadere questo governo e di portare il Paese in crisi alle elezioni”. 

E sul futuro, Rosato aggiunge: “Faremo di tutto per convincere il presidente Draghi a restare, perché pensiamo che l’Italia abbia ancora bisogno della sua qualità. Draghi è l’italiano più autorevole, la persona giusta per guidare il Paese in un momento così difficile”. 

Di Maio: “M5S non è più il partito che ho contribuito a fondare”

Il leader di Insieme per il Futuro e ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ex grillino, ha affermato in un’intervista a Rtl 102.5: “Il partito di Conte pianificava” la rottura col governo “da mesi e mesi”. “Ci sono molti che non sono d’accordo, lo dimostrino. Il M5S che ho contribuito a fondare non esiste più, ormai è il partito di Conte. Come membro del governo da quando ho lasciato il M5S nn ho avuto nessun contatto con Giuseppe Conte”. 

Meloni ribadisce: “Elezioni subito”

Il maggiore partito di centrodestra all’opposizione, Fratelli d’Italia, con la leader Giorgia Meloni, chiede di tornare alle urne e su Twitter scrive: “È da irresponsabili andare al voto ora”. Dissero quelli che in piena crisi economica, tra pandemia e rincari di ogni tipo, continuano a tenere paralizzata l’Italia tra liti e smanie di potere. Irresponsabili sono loro. Basta scuse, basta giochi di palazzo: elezioni subito”.