Grano: ok di Mosca e Kiev per coordinamento a Istanbul. Gas, Gazprom non può garantire il funzionamento di Nord Stream

"Nelle prossime settimane delegazioni di Russia e Ucraina si vedranno di nuovo in Turchia, saranno esaminati i dettagli e firmato il lavoro fatto", ha affermato il ministro della Difesa turco. Sul fronte del gas invece, la situazione resta in stallo soprattutto per l'Italia. La russa Gazprom non può garantire il buon funzionamento del gasdotto Nord Stream. 

Crisi del grano: l'incontro a Istanbul - Foto di Ansa Foto
Crisi del grano: l’incontro a Istanbul – Foto di Ansa Foto

Russia e Ucraina hanno concordato di creare a Istanbul un centro di coordinamento sui corridoi per l’esportazione del grano dall’Ucraina nel mar Nero.

Lo ha confermato il ministro della Difesa turco Hulusi Akar, come riporta Anadolu, parlando della riunione che si è tenuta ieri, mercoledì 13 luglio, a Istanbul tra le delegazioni militari di Kiev, Mosca, Ankara e i rappresentanti dell’Onu.

Nelle prossime settimane delegazioni di Russia e Ucraina si vedranno di nuovo in Turchia, saranno esaminati i dettagli e firmato il lavoro fatto”, ha affermato Akar.

Mosca: “Prendere in considerazione le preoccupazioni russe”

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato: “C’è un lavoro in corso, portato avanti dall’esercito, e le informazioni da lì saranno fornire quando sarà il momento”. Ed ha aggiunto che “le preoccupazioni della Russia per il corridoio per le esportazioni di grano ucraino attraverso il mar Nero devono essere prese in considerazione”. 

130 navi ferme nel mar Nero

Intanto secondo il Guardian ci sono oltre 130 navi mercantili cariche di grano ucraino che attendono nel mar Nero di accedere al Danubio attraverso le vie di entrata e uscita dei canali dall’estuario di Sulina e Bystre. L’obiettivo è raggiungere una serie di porti e terminali in Romania, da cui il grano potrà essere trasportato poi in vari Paesi del mondo.

Crisi del gas: Gazprom non può garantire il funzionamento di Nord Stream

Sul fronte del gas invece, la situazione resta in stallo soprattutto per l’Italia. La russa Gazprom non può garantire il buon funzionamento del gasdotto Nord Stream.

In un comunicato l’azienda spiega che “non è in possesso di alcuni documenti che indichino che Siemens è in grado di portare la turbina a gas per la stazione di compressione di Portovaya fuori dal Canada, dove è in riparazione”. 

Ed aggiunge che “in queste circostanze non è possibile garantire il funzionamento sicuro della stazione di compressione di Portovaya, che è una struttura fondamentale per il gasdotto Nord Stream”. 

Il governo di Berlino ha accettato la decisione di Ottawa di sbloccare la consegna della turbina che dovrebbe essere installata da Siemens.

L’11 luglio Gazprom ha avviato i lavori di manutenzione che dureranno per dieci giorni. Ma la Germania e l’Europa temono che la riduzione potrebbe prolungarsi per una scelta politica del Cremlino.