Eugenio Scalfari è morto a 98 anni: il mondo del giornalismo è in lutto

Dopo aver diretto l'Espresso dal 1963 al 1968, ha diretto La Repubblica fino al 1996, restandone direttore onorario ed editorialista. Il suo nome si trova ancora nella prima pagina del quotidiano sotto quello della testata.

Eugenio Scalfari - Foto di Ansa Foto
Eugenio Scalfari – Foto di Ansa Foto

Eugenio Scalfari è morto all’età di 98 anni. È considerato uno dei più grandi giornalisti italiani ed ha fondato il settimanale l’Espresso nel 1955 e il quotidiano La Repubblica nel 1976.

Il giornalismo italiano perde una delle figure di maggior rilievo in assoluto. Eugenio Scalfari ha svolta la professione giornalistica fin da giovanissimo, quando era ancora studente. Era originario di Civitavecchia, dov’è nato il 6 aprile del 1924.

È stato anche deputato tra il 1968 e il 1972, eletto come indipendente, nelle liste del Psi ed ha partecipato alla nascita del Partito radicale.

Dopo aver diretto l’Espresso dal 1963 al 1968, ha diretto La Repubblica fino al 1996, restandone direttore onorario ed editorialista. Il suo nome si trova ancora nella prima pagina del quotidiano sotto quello della testata. Nella sua lunga carriera ha raccontato i principali scandali della Repubblica, da Sifar a Enimont, fino a Tangentopoli.

Eugenio Scalfari è stato insignito di prestigiose onorificenze, come quella di cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana nel 1996 e di chevelier de la Légion d’honneur nel 1999.

Eugenio Scalfari: la vita privata e le pubblicazioni

Laureatosi in Giurisprudenza, Scalfari ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1950 come collaboratore del Mondo di Mario Pannunzio e dell’Europeo di Arrigo Benedetti. Era sposato con Simonetta De Benedetti, figlia del giornalista Giulio De Benedetti, morta nel 2006. Avevano due figlie, Enrica e Donata.

Tra le pubblicazioni di Eugenio Scalfari si ricordano L’Autunno della Repubblica nel 1969, Razza Padrona nel 1974 in collaborazione con Turani; Interviste ai potenti nel 1979, L’anno di Craxi nel 1984, Intervista ai potenti nel 1991. Incontro con io nel 1994; L’uomo che credeva in Dio nel 2008 e i due ultimi L’ora del blu e il saggio il Dio unico e la società moderna, entrambi nel 2019.