Dl Aiuti in Senato: M5S non vota, la crisi di governo è vicina

Il Senato ha approvato la fiducia al Dl Aiuti con 172 sì e 39 no. Come annunciato ieri, il Movimento 5 Stelle non ha votato.

Senato - Foto di Ansa Foto
Senato – Foto di Ansa Foto

Il Senato ha approvato la fiducia al Dl Aiuti con 172 sì e 39 no. Come annunciato ieri, il Movimento 5 Stelle non ha votato.  Tutti i nodi verranno al pettine oggi, dopo l’annuncio di ieri del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha fatto sapere che il suo partito non voterà

Dopo il voto il premier Mario Draghi ha lasciato Palazzo Chigi per andare al Quirinale per poi rientrare a Palazzo Chigi. Il Consiglio dei ministri convocato per le 15.30 è stato annullato. Proprio nelle ore in cui il governo entra nella fase più difficile, l’Ue ha tagliato le previsioni di crescita per l’Italia. Secondo Bruxelles l’andamento dell’economia sarà da “montagne russe”. 

L’orientamento del M5S era emerso già da ieri mattina nel corso del Consiglio nazionale dei grillini. Non sono bastate le promesse di un nuovo patto sociale e nuove misure contro i salari a convincere il M5S e la crisi di Governo appare molto vicina.

Dl Aiuti: l’annuncio di Giuseppe Conte

Non possiamo che agire con coerenza e linearità, i cittadini non comprenderebbero una soluzione diversa”, ha affermato Conte nell’assemblea congiunta, annunciando la decisione. Ma dentro i 5 Stelle, anche durante la riunione, sono arrivate posizioni diverse da quelle dell’ex premier.

Il Movimento 5 Stelle è spaccato

Il primo è il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà: “Rischiamo di regalare il Paese al centrodestra, mettere in difficoltà la coalizione progressista ed essere accusati di mettere a rischio il Pnrr”, ed ha proposto di valutare punto per punto.

Anche il capogruppo alla Camera Davide Crippa e l’ex sottosegretario Stefano Buffagni sono contrari alla linea dell’Aventino parlamentare del Movimento. Entrambi hanno sottolineato i rischi per l’Italia e per il M5S stesso. Ai contrari si aggiunge anche la vicepresidente del Copasir e deputata dei pentastellati Federica Dieni:Si conta stando dentro, se si è in grado di farlo, non facendo le vittime del sistema. Soprattutto in questa situazione critica per il Paese tra guerra, pandemia, inflazione, crisi energetica. Non condivido”, ha scritto su Twitter.

Pd: “Chiederemo verifica di maggioranza”

La rottura arriva anche in maggioranza, con il centrodestra che chiede un ritorno anticipato alle urne, e Pd, Insieme per il Futuro e Italia Viva che vogliono una verifica di maggioranza.

Chiederemo di fare una verifica di maggioranza per capire se esiste ancora o no”, ha affermato il segretario del Pd Enrico Letta, secondo cui “è evidente che la scelta annunciata da Conte e M5S rimette in discussione molte cose e in una maggioranza così eterogenea ci sono dei distinguo. Ma io non mi preoccupo, esiste il voto di fiducia che è fondamentale”. 

Lega e FdI: “La parola agli italiani”

Immediata anche la reazione della Lega: “Se i 5 Stelle escono dall’Aula, la maggioranza non c’è più: basta con litigi, minacce e ritardi, parola agli italiani”. 

Anche il premier Mario Draghi, in una telefonata con Conte, avrebbe ribadito che il Governo senza i 5S sarebbe da considerarsi finito. “Basta, pietà. Tutti a casa: elezioni subito”, afferma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.