Diego Maradona, spunta un retroscena da brividi: tifosi del Napoli in lacrime

Diego Maradona, spunta un retroscena da brividi: tifosi del Napoli in lacrime. El Pibe de Oro è sempre nel cuore di tutti gli appassionati di calcio

Ad oltre un anno e mezzo dalla scomparsa, il fuoriclasse argentino rimane una vera icona per tutti i napoletani. Saviano parla del suo complicatissimo rapporto con la Camorra.

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Diego Maradona (AnsaFoto)

Per Napoli come tutti sanno Maradona ha rappresentato più di un semplice giocatore di calcio. Un simbolo, un idolo sociale e sportivo, un’icona e uno spirito guida da seguire. Sei anni trascorsi a 100 all’ora, con due scudetti e una Coppa Uefa, vanto del pubblico più caloroso d’Italia in quel periodo e purtroppo anche schiacciato dalle debolezze che derivavano da questo immenso amore. Ormai sono passati quasi due anni dalla sua scomparsa, ma Diego non può non essere sempre al centro della scena. Lo Stadio San Paolo ora porta il suo nome a Fuorigrotta e nessun giocatore può sottrarsi alla vista della stata prima dell’ingresso in campo. Napoli è stata anche un luogo difficile per Maradona, a causa di quei personaggi che si sono poggiati meschinamente sulle sue spalle. A parlarne è stato Roberto Saviano, in un articolo realizzato per il Corriere della Sera. 

Diego Maradona, il racconto di Saviano: cosa c’era dietro il rapporto con la Camorra

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Maradona (Ansafoto)

Lo scrittore di Gomorra ha analizzato alcuni aspetti di quel rapporto morboso che ha affossato El Pibe de Oro. 

“La camorra ha individuato subito le sue debolezze, quelle di un giovane cresciuto in una favela argentina, con pochi strumenti culturali, catapultato in un mondo in cui l’umore di migliaia di persone dipende dalle sue prestazioni. E’ stato profondamente solo Maradona, solo con quel talento che gli ha sempre impedito di fidarsi delle persone, nella perenne paura che dietro ogni gesto ci fosse un tornaconto, una richiesta di soldi, appoggi, raccomandazioni”. 

Poi un passaggio anche sulla fedeltà sportiva: “Diego non ha mai tradito il Napoli. Ha deciso lui di non giocare nella Juventus e di non accettare nemmeno il doppio del compenso quando Berlusconi cercò di comprarlo. Il suo legame con i napoletani non è mai stato in vendita. Ha detto di no alle squadre più ricche, e non si è tirato indietro quando si è trattato di giocare in un campo di patate ad Acerra”.