Gas russo: Gazprom riduce le forniture di un terzo all’Italia. Vertice Ue sulle alternative

Sul gas russo, l'Italia paga "vent'anni di errori sulla gestione energetica, ideologismi di tutti i tipi", ha affermato Cingolani.

Uffici Gazprom - Foto di Ansa Foto
Uffici Gazprom – Foto di Ansa Foto

Gazprom riduce di un terzo le forniture di gas all’Italia attraverso il gasdotto Nord Stream. La conferma è già arrivata in una nota dell’Eni: dei 32 milioni di metri cubi previsti in media, oggi ne arriveranno circa 21.

Il motivo sono “lavori di manutenzione ordinaria”, come recita un comunicato dell’azienda russa e in Europa lo spettro del razionamento del gas diventa sempre più concreto.

Garofali: “In arrivo crisi energetica gravissima”

Roberto Garofali, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ritiene che l’Italia e l’Europa si stiano avvicinando sempre più verso una “crisi energetica gravissima”. Allo stesso modo Robert Habeck, vicecancelliere tedesco, non ha nascosto la sua preoccupazione per il fatto che Mosca possa utilizzare i lavori di manutenzione del gasdotto per interrompere completamente la fornitura di gas verso la Germania. “Tutto è possibile, tutto può succedere. È possibile che fluisca di nuovo più gas, anche più di prima. Ma può anche succedere che non arrivi proprio niente”, ha affermato Habeck in un’intervista all’emittente Deutschlandfunk: “Sinceramente, dobbiamo sempre prepararci al peggio e lavorare un po’ per il meglio”. 

Secondo Garofali “abbiamo 16 miliardi di metri cubi di stoccaggio a fronte dei 70 che consumiamo. Dobbiamo arrivare al 90% prima che arrivi l’autunno”. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha affermato che nel settore “ogni anno dobbiamo accumulare più di 10 miliardi di metri cubi di gas per l’inverno, quando ci sono i picchi di consumo”, ed “è una corsa, perché con la guerra in Ucraina il grande fornitore dell’Europa, la Russia, ha chiuso i rubinetti”. 

Cingolani: “L’Italia paga 20 anni di errori sulla gestione energetica”

Cingolani ha aggiunto che è stato “un po’ un suicidio” dipendere “per il 40% del gas dalla Russia. Scoppiata la guerra abbiamo sostituito questi 30 miliardi di metri cubi di gas con 25 miliardi da sei fornitori diversi. Perché abbiamo potuto decidere questa riduzione di cinque miliardi di gas? Perché li sostituiamo con le rinnovabili, che col Pnrr abbiamo accelerato”. 

Sul gas russo, l’Italia paga “vent’anni di errori sulla gestione energetica, ideologismi di tutti i tipi. Abbiamo consumato lo stesso gas, riducendo il nostro e importandolo dai russi”, mentre sulle rinnovabili “ci abbiamo visto giusto”. 

Intanto il Canada ha deciso di restituire le turbine destinate al gasdotto russo Nord Stream alla Germania, per alleviare la crisi energetica, nonostante le preghiere dell’Ucraina di “non sottomettersi al ricatto del Cremlino”.