Dl Aiuti, la prova della fiducia al Senato: incognita uscita dall’Aula dei 5S

Nelle ultime ore alcuni esponenti del Pd avrebbero consigliato a Conte di votare la fiducia al Senato, mettendo a verbale con una dichiarazione di voto la contrarietà sui contenuti, in modo da evitare un salto nel vuoto. 

Giuseppe Conte - Foto di Ansa Foto
Giuseppe Conte – Foto di Ansa Foto

I Cinque Stelle non scoprono le carte, ma resta un punto di domanda su quello che potrebbe accadere in Senato quando si dovrà decidere sul Dl Aiuti.

I senatori potrebbero decidere di abbandonare l’Aula al momento del voto, visto che che dopo il colloquio dei giorni scorsi tra Draghi e Conte accompagnato da una lettera di richieste dei pentastellati, non è ancora arrivata una risposta chiara.

Dl Aiuti: ipotesi del non voto del Movimento

L’ipotesi possibile al momento quindi, sembra quella del non voto: una possibilità che, nonostante i numeri sicuri per la maggioranza anche senza il Movimento, metterebbe in evidenza ancora una volta la crisi dagli esiti imprevedibili per la legislatura.

Al Senato la difficoltà sarà maggiore che alla Camera perché il voto sulla fiducia e sul provvedimento sono unificati. A Montecitorio manca solo il voto finale sul testo con ulteriori misure dettate dalla questione ucraina, stimate per circa 26 miliardi.

Gli scenari possibili

Le prossime ore saranno decisive per tracciare la strada verso una ricomposizione del Governo o la crisi. Non tutti i grillini però, sono pronti ad abbandonare la legislatura. Questo potrebbe comportare un’ulteriore spaccatura e forse alcuni parlamentari 5 Stelle potrebbero decidere di entrare a far parte di Insieme per il Futuro, il partito fondato da Di Maio che ha accolto i colleghi che prima facevano parte del Movimento.

Cosa consiglia a Conte il Pd

Nelle ultime ore alcuni esponenti del Pd avrebbero consigliato a Conte di votare la fiducia al Senato, mettendo a verbale con una dichiarazione di voto la contrarietà sui contenuti, in modo da evitare un salto nel vuoto.

Basta con i politicismi: questo il messaggio dei dem, che richiama al dialogo anche in chiave futura, tendendo una mano al Movimento 5 Stelle. La chiave è lavorare sui temi “dando risposte sui salari e sul welfare”. D’accordo con questa tesi anche Leu. La senatrice e capogruppo Loredana De Petris ha infatti affermato: “I punti chiave segnalati dal M5S nella lettera a Draghi non sono bandiere identitarie o bizze. Sono le urgenze effettive di questo Paese. Nodi che vanno affrontati e sciolti”.