Alex Zanardi, è successo di nuovo: il messaggio di speranza commuove tutti

Alex Zanardi, è successo di nuovo: il messaggio di speranza commuove tutti. Il campione paralimpico continua ad essere un esempio per molti

Sono passati poco più di due anni dall’incidente sulle strade del Senese che ha cambiato di nuovo la vita di Alex Zanardi. Da allora il campione paralimpico ha girato diversi ospedali, prima per le cure e poi per la riabilitazione ma nessuno sa esattamente a che punto sia adesso.

Alex Zanardi (LaPresse)

Le ultime notizie che abbiamo risalgono al febbraio scorso, quando aveva terminato il primo ciclo di cure in un centro iperbarico specializzato a Ravenna. Poi il comprensibile silenzio da parte della famiglia, perché questa è una battaglia da combattere con forza ma senza clamore mediatico.

Tutto il contrario delle sue imprese, quelle che dovevano portarlo alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, gare disputate dagli atleti azzutri nel suo nome. Tra i nu,eri più belli di Alex come atleta paralimpico, certamente gli Iron Man, le gare di triathlon più massacranti al mondo. Aveva cominciato alle Hawaii, portando a termine con successo una delle più dure al mondo dimostrando che anche gli atleti non normodotati possono farlo. E nel settembre del 2019 aveva stabilito il nuovo record del mondo paralimpico nell’Ironman di Cervia (con il tempo di 8h25’30”) e pooi il giorno dopo aveva completato l’Ironman 70.3, cioé quello su mezza distanza.

Alex Zanardi, è successo di nuovo: Cristina Nuti donna da record nel suo nome

Oggi si torna a parlare di lui e delle sue prestazioni nell’Iron Man perché è successo di nuovo. Questa volta però il merito è di una donna, la 50enne milanese Cristina Nuti. Quando aveva 347 anni le è stata diagnosticata la sclerosi multipla, una delle più dolorose malattie invalidanti, e da allora ci convive.

Poi però cinque anni fa ha scoperto il piacere della corda, arrivando a concludere anche delle maratone, e ha riscoperto anche il nuoto. Così ha deciso di alternare il suo lavoro nel marketing alla sua passione per gli Iron Man. E nei giorni scorsoi a Klagenfurt, in Austria, è stata la prima italiana (ma forse la prima nel mondo) affetta dalla sua malattia a completare la gara più dura: 3,8 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bicicletta e poi una maratona, 42,195 chilometri ci corsa.

Cristina Nuti (Facebook)

Intervistata dal ‘Corriere Bergamo’ ha spiegato cosa le ha dato forza: “Speriamo che Alex Zanardi possa tornare presto a trovarci. Anche grazie al lavoro di Obiettivo 3, c’è stata una apertura da parte della comunità paralimpica agli atleti con sclerosi multipla. Diversamente da ipovedenti o amputati, noi un giorno sembriamo bistecche e quello dopo diventiamo leoncini. Siamo difficili da classificare”.