Ucraina, Putin: “Non abbiamo ancora cominciato a fare la guerra”. Cosa accade al G20

Il ministro degli Esteri russo al G20 ha abbandonato la sessione mentre parlava la ministra tedesca Annalena Baerbock e criticava la Russia per la guerra in Ucraina. 

Guerra in Ucraina - Foto di Ansa Foto
Guerra in Ucraina – Foto di Ansa Foto

Dovrebbero sapere che, tutto sommato, in Ucraina non abbiamo ancora cominciato a fare la guerra sul serio”. Sono le parole del presidente della Federazione russa Vladimir Putin durante un incontro con i capi dei deputati dell’Assemblea.

Secondo l’agenzia russa Tass, il leader resta fedele alla linea dura e senza compromessi. “Li sentiamo dire che vogliono batterci sul campo di battaglia. Che cosa possiamo dire, lasciamo che ci provino”, ha aggiunto Putin. “Non respingiamo i negoziati di pace, ma coloro che oggi rifiutano dovrebbero sapere che più si va avanti, più difficile diventerà per loro negoziare con noi”. 

Il presidente russo ha anche accusato l’Occidente di “voler combattere fino all’ultimo ucraino”. Ha inoltre respinto le ipotesi su questi mesi di guerra, sul fatto che la decisione di invadere l’Ucraina potrebbe aver messo in discussione la sua leadership fino a provocarne la caduta: “Hanno fatto male i loro calcoli, non è successo e sono sicuro che non succederà”. 

Putin ha anche affermato che i suoi nemici “non volevano soltanto colpire duramente l’economia russa con le sanzioni, volevano seminare discordia, devastare la società e demoralizzare le persone”. Nello stesso momento il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov era all’incontro ministeriale del G20 a Bali, dove si è parlato della guerra in Ucraina.

G20: Lavrov non incontra Blinken

Lavrov non ha incontrato l’omologo americano Anthony Blinken e ha parlato col ministro cinese Wang Yi per lanciare un messaggio: uniamoci e resistiamo alla pressione degli Usa in campo internazionale.

Gli ucraini non sono disposti a cedere la propria terra, ad accettare che quei territori appartengano alla Russia. È la nostra terra”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Cnn: “Parliamo sempre di questo e intendiamo dimostrarlo”. 

La censura di Mosca: condannato l’oppositore Gorinov

Intando Alexei Gorinov, oppositore russo, è stato condannato a sette anni di reclusione da un tribunale di Mosca con l’accusa di aver diffuso “notizie false” sull’esercito russo per essersi schierato contro l’invasione dell’Ucraina ordinata da Putin. A Marzo in Russia è entrata in vigore una legge che prevede fino al 15 anni di carcere per la diffusione di informazioni sull’esercito ritenute false dalle autorità.

La crisi del grano: l’intervento al G20 di Di Maio

L’Italia è pronta a contribuire con i porti italiani dell’Adriatico allo scopo di fornire rotte alternative per l’esportazione del grano fermo nei porti ucraini. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante il suo intervento al G20 di Bali.La mediazione delle Nazioni Unite per liberare il grano ci sta dando qualche speranza. Ringraziamo la Turchia per il suo aiuto e chiediamo alla Russia di non ostacolare un possibile accordo”, ha aggiunto.

Il G20 dovrebbe dire forte e chiaro che non ignorerà ciò che sta accadendo in Ucraina: che l’attacco russo deve cessare ora e le forze russe devono ritirarsi”, ha affermato Di Maio, “per risolvere la crisi alimentare, affrontare il cambiamento climatico e accelerare la transizione energetica, dobbiamo lavorare insieme”. 

G20: Lavrov abbandona la seduta durante il discorso di Baerbock

Ed è proprio sul grano che la Russia è pronta a tenere colloqui con Ankara e Kiev: lo ha affermato il ministro degli Esteri russo al G20 che ha abbandonato la sessione mentre parlava la ministra tedesca Annalena Baerbock, mentre criticava la Russia per la guerra in Ucraina.

Notizie dal fronte

Il conflitto ha ormai raggiunto il 135esimo giorno. Si continua a combattere nel Donetsk, colpito da pesanti bombardamenti. Le bombe russe hanno distrutti 20 ettari di campi di grano nella zona di Zaporizhzhia. Il governatore del Lugansk ha denunciato: “A Kreminna i russi sparano per strada a chi non collabora”. Mariupol è rimasta senza acqua e medicine.