Crollo Marmolada, continua la ricerca dei 13 dispersi: identificate 4 vittime

Il ghiacciaio è stato interdetto per il pericolo di nuovi distacchi e per questa ragione l'unico modo per continuare le ricerche sono gli elicotteri e i droni. 

Ricerche Marmolada - Foto di Ansa Foto
Ricerche Marmolada – Foto di Ansa Foto

Sette morti, tredici dispersi e otto feriti: questo il bilancio ancora provvisorio del crollo del ghiacciaio della Marmolada avvenuto domenica 3 luglio a oltre tremila metri di altezza. Quattro sono le vittime identificate: Filippo Bari, Tommaso Carollo, Paolo Dani e Davide Miotti.

Le ricerche sono appena riprese, ma l’ipotesi che ci possano ancora essere sopravvissuti, secondo i soccorritori è “pari a zero”. Le vittime del crollo sono state travolte da un pezzo di ghiaccio alto una decina di metri, sceso a una velocità di 300 chilometri e che non ha lasciato scampo.

Per tutto il giorno un elicottero del Nucleo Elicotteri di Trento sarà impegnato a portare in quota materiale e personale addetto alle ricerche, specie gli esperti della guida dei droni del Soccorso Alpino.

Il ghiacciaio è stato interdetto per il pericolo di nuovi distacchi e per questa ragione l’unico modo per continuare le ricerche sono gli elicotteri e i droni.

Crollo Marmolada, Draghi: “Si lavori perché non accada mai più”

Ieri il premier italiano Mario Draghi si è recato a Canazei, dove è stata allestita la centrale operativa che sta coordinando le operazioni di soccorso e ricerca dopo il crollo del serracco. Il presidente del Consiglio ha reso omaggio alle vittime ed ha provato a portare conforto ai loro familiari. Si lavori perché non accada mai più”ha affermato.

L’inchiesta della Procura di Trento

Intanto la Procura della Repubblica di Trento ha aperto un fascicolo sul crollo, ipotizzando il reato di disastro colposo al momento a carico di ignoti. È “un disastro inimmaginabile, una carneficina tale che solo difficilmente permetterà di identificare con esattezza l’identità delle vittime, perché i corpi sono stati smembrati”, riporta l’Ansa citando le parole degli inquirenti.

La domanda a cui la magistratura cercherà di rispondere è se questa tragedia avrebbe potuto, in qualche modo, essere evitata.

Barbante (Cnr) a iNews24: “Eventi come questi non si possono prevedere”

Secondo Carlo Barbante, direttore dell’Istituto Scienze Polari del Cnr non poteva essere evitata: “Quelli come questo sono eventi estremi  come i terremoti, che si sa che avverranno ma non si sa esattamente quando. La tragedia avvenuta ieri si inserisce in un contesto di cambiamento globale di riscaldamento molto rapido della nostra atmosfera”, ha affermato ieri ai microfoni di iNews24.

Crollo Marmolada, Fiore (Sigea) a iNews24: “Conseguenza del cambiamento climatico”

D’accordo con lui anche Antonello Fiore, presidente della Società italiana di Geologia Ambientale (Sigea): “Eventi del genere in Italia non si sono mai verificati prima, quindi quello di ieri è stato inaspettato. Le alte temperature dei mesi scorsi e la mancanza di manto nevoso che protegge il ghiacciaio lasciavano pensare che probabilmente ci sarebbe stato un aumento della parte di ghiaccio che si sarebbe fuso”, ha affermato ai nostri microfoni.

Certo è che la tragedia avvenuta è una conseguenza del cambiamento climatico. “Questo fenomeno rientra in quegli equilibri che si stanno modificando velocemente in seguito ai cambiamenti climatici. Le temperature non erano alte solo ieri, ma sono più alte da mesi. Gli effetti del cambiamento climatico riguardano la rottura molto veloce degli equilibri che si sono creati in natura in periodi molto lenti. Quello che abbiamo visto ieri nel caso del ghiacciaio franato è solo un aspetto”, aggiunge Fiore.