Gli inquirenti parlano di “disastro inimmaginabile” per descrivere quanto accaduto sulla Marmolada. Il seracco di un ghiacciaio si è staccato provocando una violenta valanga che ha travolto un gruppo di escursionisti. Almeno 6 i morti e 20 i dispersi sul gruppo montuoso più alto delle Dolomiti, al confine tra le province di Trento e di Belluno.

Il distacco, stando a quanto riferito dagli inquirenti, è avvenuto nella zona di Punta Rocca. La situazione è in evoluzione ed è difficile allo stato attuale dare con certezza conto dell’accaduto. Sto costantemente informando il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio” ha spiegato l’assessore regionale del Veneto Gianpaolo Bottacin. Intanto, sono proseguite anche nel corso della notte le attività dei soccorritori sul ghiacciaio della Marmolada per cercare eventuali superstiti dopo il disastro di ieri.

Le ricerche dei dispersi

Nei sopralluoghi è stato impegnato personale della Protezione Civile trentina, con il supporto del soccorso alpino e dei droni dei Vigili del fuoco dotati di termocamere, in grado di individuare anche al buio la fonte di calore emessa da una persona. Nel frattempo a Canazei sono arrivati due gruppi di parenti di vittime e dispersi che attualmente risultano essere 17.

I corpi sono tutti al Palaghiaccio di Canazei, dove è stata allestita la camera ardente e dove in mattinata è iniziato il doloroso rito dei riconoscimenti. Al momento sono 6 le vittime confermate: tre italiani, un cecoslovacco, più un uomo ed una donna non ancora identificati, ma il bilancio è verosimilmente destinato ad aggravarsi. Fra gli italiani identificati, uno è originario della provincia di Vicenza, l’altro della provincia di Treviso, entrambi guide alpine. Anche una terza persona identificata sarebbe veneta. Tra i dispersi inoltre ci sarebbe anche un uomo sui 50 anni di Alba di Canazei. Sono invece otto i feriti, di cui due in gravi condizioni. Tra i feriti ci sono due cittadini tedeschi.