Crollo sulla Marmolada, Draghi: “La causa di questa tragedia è il deterioramento dell’ambiente”

Le squadre di soccorso hanno spiegato al premier quanto sia difficile il recupero delle persone nella parte più alta della via. Alcuni dispersi potrebbero essere caduti nei crepacci. Dovrebbe essere più facile invece, il recupero delle vittime che sono state sommerse da ghiaccio e detriti nella parte inferiore.

Conferenza stampa Mario Draghi crollo Marmolada - Foto di Ansa Foto
Conferenza stampa Mario Draghi crollo Marmolada – Foto di Ansa Foto

La tragedia della Marmolada non poteva essere prevista, ma a pesare su quanto accaduto ieri, domenica 3 luglio, c’è sicuramente il cambiamento climatico, “il deterioramento dell’ambiente”. Lo afferma senza mezzi termini il premier italiano Mario Draghi durante la conferenza stampa a Canazei, dov’è stata allestita la centrale operativa che sta coordinando le operazioni di soccorso e ricerca dopo il crollo dell’enorme serracco sulla Marmolada, il gruppo montuoso più alto delle Dolomiti.

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in questo giorno e mezzo, ringraziare tutti per la loro generosità, professionalità e il coraggio, perché le operazioni si sono svolte e si svolgono in una situazione di grande pericolo”, afferma Draghi, aggiungendo che è necessario “prendere provvedimenti affinché quanto accaduto qui non accada più in Italia”. 

Il presidente del Consiglio è giunto a Canazei intorno alle 15.30, in auto dall’aeroporto di Verona, perché il maltempo ha impedito il trasferimento veloce in elicottero. “Sono qui per rendermi conto di persona di quanto è successo”. Insieme con Draghi è arrivato a Canazei il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e i presidenti di Veneto e Alto Adige Luca Zaia e Arno Kompatscher, oltre a quello del Trentino Maurizio Fugatti. 

Il recupero delle vittime

Durante la visita Draghi ha ringraziato la protezione civile, il soccorso alpino, i vigili del fuoco, le autorità sanitarie e i volontari “per il loro coraggio, generosità e professionalità”. Le squadre di soccorso hanno spiegato al premier quanto sia difficile il recupero delle persone nella parte più alta della via. Alcuni dispersi potrebbero essere caduti nei crepacci. Dovrebbe essere più facile invece, il recupero delle vittime che sono state sommerse da ghiaccio e detriti nella parte inferiore.

Il premier è ripartito per Verona intorno alle 16.30. Alle 20 è atteso a Palazzo Chigi dove racconterà la sua visita a Canazei. Dopo di lui, è intervenuto in conferenza stampa Luca Zaia, presidente della Regione Venero, sottolineando che la sua regione sta “pagando una pesante situazione: abbiamo tre vittime identificate e sette dispersi o reclamati di cui non abbiamo notizie. Una situazione che non pensavamo di dover affrontare. Abbiamo mandato uomini e mezzi. Stiamo contribuendo anche alle cure: abbiamo tre ricoverati in Veneto, due tedeschi e una persona non ancora identificata in gravi condizioni. Spero che i numeri si fermino qui”.