“Raffaella Carrà per me non è morta”: la frase shock di un amico del cuore

“Raffaella Carrà per me non è morta”: la frase shock di un amico del cuore. Si avvicina il momento del ricordo per un’icona mondiale

Il 5 luglio non sarà un giorno come gli altri per tutti quelli che hanno amato Raffaella Carrà. Sarà passato un anno dalla sua morte, una notizia arrivata improvvisa come uno schiaffo, e il suo ricordo è sempre attuale in chi, come Enzo Paolo Turchi, ha condiviso parte della carriera e della vita con lei.

Raffaella Carrà (ANSA)

Qualche giorno fa sia lui che la moglie, Carmen Russo, l’avevano ricordata su Rai 1 ospiti di Roberta Capua a Estate in Diretta. E ora dalle pagine del settimanale ‘Visto’ l’ex ballerino e coreografo ha descritto come si sente, come vuole pensare che sarà quella giornata: “Raffaella Carrà per me non è morta, per me è in tournée ed è per questo che non riusciamo ad incontrarci”.

Un modo per pensare che sia sempre con lui, anche perché quel lutto lo aveva letteralmente sconvolto. Come spiega sul settimanale, appena l’ha saputo è quasi svenuto, anche perché Raffaella aveva voluto che nessuno sapesse della sua malattia. Così gli sono tornati in mente tutti i momenti passati insieme, che sono stati molti anche al di fuori degli impegni di lavoro.

Enzo Paolo Turchi ai funerali di Raffaella Carrà (ANSA)

“Raffaella Carrà per me non è morta”: così è nato uno dei momenti più iconici della tv mondiale

Raffaella Carrà ed Enzo Paolo Turchi hanno cominciato a lavorare insieme all’inizio degli anni ’70 e dalla loro collaborazione è nato un ballo iconico come il Tuca Tuca che ha fatto il giro del mondo. Come aveva raccontato il coreografo napoletano, tutto era successo per caso. Erano a casa della Carrà, con loro c’era anche Gianni Boncompagni e così spuntò l’idea. Ma doveva essere solo la coreografia di una sera, invece è diventato un simbolo anche per l’interpretazione di Raffaella con Alberto Sordi.

Raffaella Carrà e Alberto Sordi ballano il Tuca Tuca (ANSA)

Tutto merito della Carrà, che sapeva stupire con la sua normalità. Era così con il pubblico ma anche con i suoi colleghi e con la famiglia di Enzo Paolo Turchi era molto legata. Come quando nacque la loro bimba, Maria, e regalò un bellissimo angelo in segno di buon augurio.