Ius Scholae, Rusconi (Anp) a iNews24: “Necessario contare ragazzi migranti come cittadini”

"Sembra che in Italia, quando ci sono problemi, la tendenza è dividersi in guelfi e ghibellini: evidentemente non abbiamo mai superato la fase medievale", afferma il presidente Anp di Roma.

Mario Rusconi - Foto di Facebook
Mario Rusconi – Foto di Facebook

Ius Scholae: questa sera alle 20.30 l’Aula della Camera discuterà della proposta di legge sulla cittadinanza italiana per i figli degli immigrati.

Il testo mira a riconoscere il ruolo della scuola, consentendo a circa un milione di ragazzi under 18, nati in Italia o arrivati entro i 12 anni, la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana dopo aver frequentato “almeno cinque anni di scuola”. Tutto il centrosinistra è d’accordo a dare la cittadinanza anche prima dei 18 anni, ma divide il centrodestra.

Ne abbiamo parlato con Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma.

Preside, lei vive la scuola nella quotidianità. Cosa pensa della proposta di legge sullo Ius Scholae?
Molti studenti stranieri in Italia frequentano le nostre scuole. Io non sono un politico e non conosco le implicazioni positive o negative che ci stanno accampando. Ma come cittadino sono perplesso per come si sta avviando il dibattito”;

In che senso?”
Sembra che in Italia, quando ci sono problemi, la tendenza è dividersi in guelfi e ghibellini: evidentemente non abbiamo mai superato la fase medievale”;

Come professionista della scuola qual è invece il suo pensiero?
Abbiamo centinaia di migliaia di bambini e ragazzi che frequentano le nostre scuole e che io sento italiani. Non c’è alcuna differenza con i loro coetanei (che hanno la cittadinanza ndr.).  Il nostro Paese si sta spopolando e assistiamo al decremento demografico. C’è quindi la necessità di contare questi ragazzi come cittadini. Rimango perplesso da come in entrambi gli schieramenti prevalga un’impostazione partitico-ideologica e non si valuti la cosa dal punto di vista dell’apertura formativa, che tratti il problema dal punto di vista educativo. Ai politici direi di affrontare il problema guardano al futuro senza ingabbiature ideologiche”;

Come viene vissuta nella scuola la presenza di studenti migranti?
Conosco bambini e ragazzi che vengono dal Bangladesh o dalla Cina, o da altri territori dell’Africa e non vedo alcuna differenza con i loro coetanei italiani. Esistono differenze dal punto di vista formativo, ma questo non ha a che fare con la nazionalità. Esistono ragazzi più bravi e meno bravi. La differenza la vedono i politici su basi ideologiche, come spesso fanno sui problemi del mondo della scuola”;

A cosa si riferisce?
Io continuo a dire che la scuola dovrebbe essere considerata una serra di orchidee. Gli argomenti vengono sempre affrontati in modo cavilloso. Penso all’introduzione della filosofia nella scuola, o alle bocciature oppure alla scelta di alcune discipline. Ma anche allo Ius Scholae e la maturità. E so che molte persone di scuola sono della stessa opinione”.