G7: trovato accordo su price cap e nuove sanzioni contro Mosca

Il mea culpa sul clima: "Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno nei confronti dell'Accordo di Parigi" ma "notiamo con preoccupazione" che gli sforzi per raggiungere gli obietti "non sono sufficienti".

Vertice G7 - Foto di Ansa Foto
Vertice G7 – Foto di Ansa Foto

Settimo pacchetto di sanzioni contro Mosca e l’ok per studiare un price cap all’energia russa: questi gli accordi raggiungi al G7 appena terminato.

L’obiettivo di un tetto al prezzo agli idrocarburi russi proposto dal presidente del Consiglio italiano Mario Draghi è liberarsi man mano dalla dipendenza da Mosca e smettere di finanziare la guerra del Cremlino contro l’Ucraina.

Il G7 si è impegnato ad adottare “misure immediate per garantire l’approvvigionamento energetico e ridurre gli aumenti dei prezzo causati da condizioni di mercato straordinarie, anche esplorando misure aggiuntive come il price cap”. 

G7 e la crisi alimentare

Ma nella relazione finale non si è affrontato solo il tema dell’energia. Si è parlato anche della crisi alimentare per la quale la Russia deve mettere fine “senza condizioni al blocco dei porti ucraini sul Mar Nero” e all’opera di distruzione di “infrastrutture portuali di trasporto, terminali e silos per il grano”, si legge nel documento. “Ribadiamo il nostro appello alla Russia affinché ponga fine incondizionatamente al blocco navale dei porti ucraini del Mar Nero, alla distruzione di infrastrutture portuali e di trasporto cruciali e silos di cereali, all’appropriazione illegale di materie prime agricole e attrezzature e ad ogni altra attività che impedisca ulteriormente la produzione e l’esportazione di cibo ucraina”. 

L’appello a Pechino: “Guerra di Mosca è ingiustificabile, la Cina faccia pressione”

Inoltre, un appello a Pechino: “Poiché la Russia sta conducendo una guerra ingiustificabile, non provocata e illegale contro l’Ucraina, chiediamo alla Cina di fare pressione su Mosca affinché si conformi immediatamente all’ordine giuridicamente vincolante della Corte internazionale di giustizia del 16 marzo 2022 e rispetti le pertinenti risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e ponga fine alla sua aggressione militare – e ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue truppe dall’Ucraina“.

G7: il nodo del clima

Infine, sul clima: “Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno nei confronti dell’Accordo di Parigi” ma “notiamo con preoccupazione” che gli sforzi per raggiungere gli obietti “non sono sufficienti“.

Sottolineiamo la maggiore urgenza per ridurre le emissioni globali di gas serra di circa il 43% entro il 2030“, “interventi urgenti, ambiziosi e inclusivi”. “Faremo pienamente la nostra parte nell’attuazione urgente del patto di Glasgow per il clima“, si legge ancora.