Caro carburanti, altro terremoto in Italia: c’è la decisione del Governo

Caro carburanti, altro terremoto in Italia: c’è la decisione del Governo. L’intervento è dovuto al continuo rialzo dei prezzi al distributore

Un’escalation senza fine quella dei prezzi di benzina e diesel che sta mettendo alle corde i cittadini italiani. Il taglio delle accise è una misura che al momento non può più bastare.

Caro Carburanti
Caro carburanti (AnsaFoto)

Quello che doveva essere un intervento momentaneo per tamponare una situazione limite si sta trasformando in una misura definitiva, almeno per un altro paio di mesi. Il taglio delle accise sui carburanti è stato prorogato dal Governo almeno fino al 2 agosto (con idea di arrivare fino a settembre se necessario). Il problema è che “lo sconto” è rimasto pari a 30 centesimi e non aumentato a 35 come si vociferava. Per benzina, diesel, gpl e metano, il taglio delle accise sarebbe scaduto il prossimo 8 luglio, ma i continui rialzi del petrolio e soprattutto dell’energia sta costringendo a rivedere ogni termine.

Il problema è che nonostante l’aiuto governativo la benzina è tornata a sfiorare i 2,50 euro al servito, come nei peggiori periodi di quest’anno.

Caro carburanti, altro terremoto in Italia: il taglio delle accise non basta più

Governo Draghi
Governo Draghi (AnsaFoto)

Per calmierare il prezzo dei carburanti l’Esecutivo ha varato da aprile la misura del taglio di 25 centesimi delle accise (30,5 considerando anche l’Iva). Molte associazioni ritengono ormai insufficiente questo tipo di provvedimento e richiedono a gran voce un ulteriore passo avanti.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha già definito tale sconto insufficiente e inadeguato. Ci si ritrova infatti dinnanzi ad un’emergenza nazionale e la proroga del taglio delle accise di 25 centesimi non risolverà la situazione.

A corroborare tali dichiarazioni ci sono poi i dati ufficiali del Mite, con benzina e gasolio che hanno già superato la soglia dei 2 euro a litro anche al self. Per la prima parliamo di 21 centesimi in più a litro con un aumento dell’11,5% (10 euro) e 68 centesimi in più per un pieno da cinquanta litri. Per il diesel, spiega Dona, siamo di fronte ad un rialzo di 28 centesimi a litro (+16,5% e quindi 14 euro). Per il presidente dell’UNC, il Governo avrebbe dovuto stanziare almeno altri 10 centesimi di taglio, portando l’Iva dal 22 al 10%. Vedremo se tali richieste verranno prese in esame nelle prossime settimane.