“Smetto”, dramma a Sanremo: amato artista si ferma a causa della malattia

Una notizia che nessuno avrebbe voluto avere, dopo aver scritto parte della musica italiana l’artista di Sanremo è costretto allo stop per la malattia

Una narrazione triste, forse un brutto gioco del destino, eppure la malattia che l’ha colpito gli impedisce di continuare a seguire la sua passione di cui ne ha fatto un lavoro. Un colpo al cuore anche per i suoi tantissimi fan.

Sanremo
Il Teatro Ariston che ospita il Festival della canzone Italiana (via Screenshot)

Era il 1995 quando uno sconosciuto con la testa rasata è salito sul palco del Teatro Ariston di Sanremo nella sezione Giovani Proposte con Succede solo nei film che non gli ha concesso di accedere alla successiva edizione del Festival, quindi soltanto un anno più tardi ed a seguito della pubblicazione dell’album Tengo Duro, lo stesso cantante dalla testa per niente folta è tornato nelle Giovani Proposte con Donne in minigonna che gli concesse l’accesso per il Festival successivo.

Di lì in poi, quel giovane ragazzo di Molfetta è passato alla storia della musica italiana col nome d’arte di Caparezza ed ha fatto ballare e cantare intere generazione con la sua capacità di rendere canzoni dalle tematiche profonde vere e proprie hit passate di padre/madre in figlio.

Caparezza esce allo scoperto e racconta della malattia: “Mi fermo, non posso rischiare”

Fiorella Mannoia e Caparezza
Fiorella Mannoia e Caparezza sul palco dell’Arena di Campovolo in Reggio Emilia in occasione dell’evento Una. Nessuna. Centomila. (@Valeria Cardillo)

11 giugno 2022, Caparezza ha fatto ballare una stracolma Arena di Campovolo in Reggio Emilia con il suo brano Vieni a ballare in Puglia accompagnando Fiorella Mannoia prima cantante in scena del concerto-evento Una.Nessuna.Centomila. Oggi, in un’intervista a Il Resto del Carlino ha raccontato della sua malattia: “Soffrendo di acufene e ipoacusia non posso più fare lunghi giri di concerti come accadeva in passato. In questi sette anni di difficoltà ho incontrato tanti colleghi che m’hanno detto senti questo, fatti vedere da quello, io l’ho fatto ma non è cambiato alcunché. Così ho smesso di cercare cure miracolose per il mio deficit uditivo“.

Anche nella sua canzone Larsen del 2018 parla della sua malattia che, però, non ha immediatamente accettato: “Lì per lì, quando ho scoperto di non poter più ascoltare la musica in cuffia, sono andato in crisi, pensando al mio corpo come a una prigione. Così ho provato di tutto, pillole, iniezioni, psicoterapia, ma alla fine ho capito che dovrò semplicemente tenermelo e magari pensare ad altro, distrarmi”.

Caparezza non si dà per vinto ed ha deciso di coltivare un’altra passione: “Ho riacceso anche la passione mai sopita per il mondo dei fumetti. Ho seguito un corso di sceneggiatura che un giorno potrebbe dare i suoi frutti, se non in un volume grafico vero e proprio, magari in un lavoro musicale legato al pianeta della striscia disegnata”.