Vertice per la siccità: si va verso il razionamento dell’acqua

Il Governo sta per dichiarare lo stato di emergenza, che servirà a far avere ristori alle aziende agricole che rischiano di perdere parte del raccolto, e a mettere a disposizione le risorse necessarie per far intervenire le autobotti nel caso si seccassero i rubinetti.

Po in secca - Foto di Ansa Foto
Po in secca – Foto di Ansa Foto

Credo ci siano le condizioni per decretare lo stato di emergenza“, afferma il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, riferendosi all’allarme siccità.

I giorni passano, ma non piove e l’emergenza si sta aggravando. Le Regioni stanno valutando la possibilità di emanare ordinanze per razionare l’acqua al Nord, come il divieto di riempire le piscine e l’uso dell’acqua per i soli fabbisogni primari.

Vicino lo stato di emergenza: cosa prevede

Il Governo sta per dichiarare lo stato di emergenza, che servirà a far avere ristori alle aziende agricole che rischiano di perdere parte del raccolto, e a mettere a disposizione le risorse necessarie per far intervenire le autobotti nel caso si seccassero i rubinetti. Nell’attesa l‘Autorità del bacino del Po ha dichiarato un proprio allarme rosso e in una riunione ha deciso di non sospendere l’irrigazione delle campagne, ma di ridurre i prelievi del 20%.

La portata del Po è ai minimi storici. A Pontelagoscuro, vicino Ferrara, è arrivato a 180 metri cubi al secondo.

Rischio aumento cuneo salino

Questo aumenta il rischio che avanzi il cuneo salino. Meno acqua c’è nella parte finale del fiume, più il mare risale rendendo l’acqua inutilizzabile per l’irrigazione, perché è salata. Ciò provocherebbe anche problemi all’ecosistema.

La situazione del fiume infatti, è allo stato di emergenza più grave di sempre. A Palazzo Chigi c’è stato un confronto tra i tecnici dei ministeri e nei prossimi giorni ci sarà un aggiornamento politico. “La situazione è delicata”, ammette il ministro dello Politiche Agricole Stefano Patuanelli.

La Conferenza delle Regioni

Si occuperà del tema anche la Conferenza delle Regioni che in due riunioni, una anche con Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, chiedendo lo stato di emergenza. Dalle Regioni arriverà anche la richiesta di mettere a disposizione i fondi del Pnrr per realizzare nuovi invasi.

Si potrebbe parlare anche di un quadro comune di ordinanze per prevenire lo spreco di acqua, attraverso il razionamento e l’indicazione a utilizzarla solo per fabbisogni primari. Cosa che molti Comuni hanno già fatto in autonomia.