Ucraina: intesa al Senato sulla risoluzione di maggioranza. Ok anche da M5S e Leu

"Le sanzioni funzionano. I nostri canali di dialogo restano aperti, non smetteremo di sostenere la diplomazia e cercare la pace, nei termini che sceglierà l'Ucraina", ha continuato Draghi. 

Mario Draghi - Foto di Ansa Foto
Mario Draghi – Foto di Ansa Foto

Il Senato ha raggiunto l’intesa sul testo della risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Mario Draghi, in vista del Consiglio europeo.

Anche il Movimento 5 Stelle alla fine avrebbe sottoscritto l’accordo, insieme a Leu. A confermarlo è la presidente del gruppo a Palazzo Madama, Loredana De Petris.

Prima del voto, era stata convocata d’urgenza una riunione del Consiglio nazionale del M5S per affrontare gli ultimi nodi della trattativa tra Governo e maggioranza sulla risoluzione relativa alle comunicazioni del premier. Da quanto apprende Ansa, per i grillini lo scoglio era rappresentato dal coinvolgimento del Parlamento su ogni passaggio relativo alla fornitura delle armi all’Ucraina.

Il Governo italiano, insieme ai partner Ue e G7 intende continuare a sostenere l’Ucraina come questo Parlamento ci ha detto di fare”, ha affermato il premier italiano Mario Draghi durante le comunicazioni in Senato prima del Consiglio Ue. “Il 3 giugno il Consiglio Ue ha votato” l’ultimo “pacchetto di sanzioni”.

Le sanzioni funzionano. I nostri canali di dialogo restano aperti, non smetteremo di sostenere la diplomazia e cercare la pace, nei termini che sceglierà l’Ucraina”, ha continuato Draghi.

Presidente, dopo quattro mesi di guerra, le chiediamo di farsi portavoce di due punti: sollecitiamo la necessità di iniziative politiche orientare al cessate il fuoco e per una definizione pacifica del conflitto e, in secondo luogo, il più pieno e costante coinvolgimento del Parlamento in relazione all’indirizzo politico perseguito dal Governo nei consessi europei e internazionali, inclusa la decisione di inviare nuove forniture militari”. Così il senatore del M5S Gianluca Ferrara nel suo intervento al Senato sulle comunicazioni del premier Mario Draghi in vista del prossimo Consiglio europeo.