Crisi M5S, Dessì (Cal) a iNews24: “È una macchinazione mediatica e poco credibile dal punto di vista politico”

"Credo che quanto esposto dalle fazioni in conflitto sia solo strumentale ed ipocrita e che alla fine nessuno avrà la forza di far cadere il Governo", aggiunge il senatore ex grillino.

Emanuele Dessì - Foto di Ansa Foto
Emanuele Dessì – Foto di Ansa Foto

Ciò che sta accadendo nel Movimento 5 Stelle tra il presidente Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è “una macchinazione mediatica ed ipocrita, oltre che poco credibile dal punto di vista politico”. Ai nostri microfoni, il senatore ex grillino Emanuele Dessì, (Cal).

Giuseppe Conte e Roberto Fico si sono detti rammaricati per le dichiarazioni rese dal ministro degli Esteri in merito alla posizione del Movimento 5 Stelle sul conflitto in Ucraina. Pensa che ci sia il pericolo che Di Maio venga espulso?
Quello che succede nel Movimento 5 Stelle non mi riguarda più, commentare mi sembra poco carino dal punto di vista dei rapporti istituzionali. Ma qualora ci fosse una problematica politica legata a questa situazione, la affronteremmo. Tuttavia penso che non accadrà”;

Si rischia, secondo lei, una crisi di Governo con i 5 Stelle che vogliono una de-escalation militare?
Me lo auguro. Stiamo facendo di tutto per far cadere Draghi. Ma purtroppo credo che quanto esposto dalle fazioni in conflitto sia solo strumentale ed ipocrita e che alla fine nessuno avrà la forza di far cadere il Governo”;

Quello che sta accadendo nel M5S non avrà alcuna ripercussione sul Governo?
Non credo che ci saranno riverberi sul Governo. Quello che sta accadendo è una macchinazione mediatica ed ipocrita, oltre che poco credibile dal punto di vista politico. Alla base c’è solo la risoluzione di conflitti personali. Nessuno del Movimento 5 Stelle intende uscire dal Governo, o quello che Giuseppe Conte millanta sui social, di dare uno scossone dal punto di vista geopolitico. Si tratta solo del bisogno di differenziarsi e risolvere problematiche interne”;

Differenziarsi in cosa?
Differenziarsi dalla parte governativa. Hanno bisogno di mettere in luce posizioni diverse per non restare schiacciati. Il problema del Movimento guidato da Conte e trovare motivo di esistere”;

Cosa intende dire?
Il Movimento 5 Stelle ha perso tutte le motivazioni per cui è nato. Non esiste più la battaglia al sistema, agli sprechi, non c’è più la battaglia per le classi sociali più deboli. Sono anni ormai, che i 5S hanno abbandonato il mondo del lavoro o la battaglia per la pace del mondo e uscire dalla Nato, che era nel programma del Movimento. Non c’è più la battaglia per rivedere i rapporti con l’Europa, che pure era nel programma. Quindi si usa il tema delle armi in Ucraina e della crisi internazionale per distinguersi. Ma è tutta aria fritta, perché sappiamo che alla fine, nel momento del voto, il M5S voterà in blocco le posizioni del Governo Draghi”;

Cosa dovrebbero fare secondo lei?
Se veramente credono che sia il momento di staccare la spina e avviare un autentico processo di pace, ritirino la loro delegazione e diano vista a un Governo lontano dalle politiche Nato e guerrafondaie”;

Domani, martedì 21 giugno, il Senato sarà chiamato a votare la risoluzione. Cosa intende votare Cal, il suo gruppo?
Presenteremo una nostra risoluzione chiarissima: chiediamo la sospensione dell’invio delle armi in Ucraina, l’immediata apertura di tavoli di pace. Porteremo inoltre, la richiesta all’Europa di evitare ulteriori allargamenti del conflitto, nonché di allontanare l’ipotesi di chiudere definitivamente i rapporti col resto del mondo non europeo. Insieme agli Usa, stiamo andando in conflitto contro tutto il resto del mondo. Questo tipo di azioni unilaterali nei confronti di una delle grandi potenze, ci mette inevitabilmente in uno dei due blocchi del conflitto. Al momento siamo ancora tra i Paesi più ricchi e forti militarmente, ma a lungo andare ci saranno conseguenze devastanti per il futuro delle nostre generazioni”;

La spinta dei prezzi del combustibile continua. Oggi è scambiato sulla borsa di Amsterdam a 126 euro al megawatt/ora, cioè il 7% in più rispetto a venerdì.
Sono almeno trent’anni che molti Paesi del monto portano avanti politiche energetiche di differenziazione delle fonti. E non l’hanno fatto in previsione di una guerra, bensì di qualsiasi evenienza. Anche l’Italia avrebbe dovuto fare lo stesso e non l’ha fatto. Ora è chiaro che siamo in ritardo, e questo è uno dei motivi per cui il Governo italiano avrebbe dovuto agire con più prudenza”;

Sta parlando delle sanzioni contro Mosca?
Sì, parlo della corsa alle sanzioni. Non era pensabile che non ci sarebbero state conseguenze nell’immediato e nel futuro. Perché era chiaro che la Russia avesse risposto con contro-ritorsioni. Ma ci sono Paesi che non le subiranno, con gli Usa in testa e altri che le subiranno, come l’Italia. Noi le pagheremo, a partire dalle fasce deboli della popolazione, con l’aumento indiscriminato dei costi delle merci al consumo, delle fonti fossili come il petrolio e la benzina. Ci siamo mettendo ko da soli per rispondere agli interessi di un Paese che non è nostro. È un atteggiamento politico da nemici della patria e del popolo, non certo da governanti attenti agli interessi degli italiani”.