Colombia: Gustavo Petro è il primo leader di sinistra a diventare presidente

Il governo di Gustavo Petro comincerà il 7 agosto all'insegna anche del pluralismo economico: "Svilupperemo il capitalismo economico, non perché lo adoriamo, ma perché dobbiamo superare la premodernità". 

Gustavo Petro - Foto di Ansa Foto
Gustavo Petro – Foto di Ansa Foto

Per la prima volta nella storia la Colombia ha un leader della sinistra a ricoprire la massima carica dello Stato. Il senatore Gustavo Petro è il nuovo presidente, raccogliendo, insieme alla sua vide Francia Marquez, 10.984.247 (50,57%).

Il suo sfidante Rodolfo Hernándes si è attestato su 10.242.763 voti (47,16%).

Giorno di festa per il popolo, che festeggia la prima vittoria popolare. Che tante sofferenze siano attutite dalla gioia che oggi inonda il cuore della patria. Questa vittoria è per Dio, per il popolo e per la sua storia. Oggi è la giornata delle strade e delle piazze”. Così, in un tweet, il presidente Petro, esprime tutta la sua gioia.

Il nuovo presidente della Colombia succederà al conservatore Ivan Duque, profondamente impopolare, a cui la Costituzione ha impedito di candidarsi per essere rieletto, in un Paese con grandi problemi di povertà diffusa, violenza e tanti altri problemi.

Quello che sta avvenendo per il nostro Paese è un vero cambiamento, un cambiamento reale. Per il quale intendo impegnare la mia esistenza e la mia stessa vita”, ha affermato Petro, 62 anni: “Non tradiremo le promesse fatte agli elettori. Da oggi la Colombia cambia, la Colombia è un’altra”. 

Gustavo Petro: “Non mi vendicherò degli oppositori”

Parlando davanti a migliaia di persone scese in piazza a festeggiare, il leader di Pacto Historico ha affermato che il suo governo sarò basato sulla “politica dell’amore” e dellavita”, ragion per cui ha chiarito che la sua premessa di trasformazione “non sarà mai quella di vendicarsi dei suoi oppositori. Non è più il momento dell’odio”.

Il governo di Gustavo Petro comincerà il 7 agosto all’insegna anche del pluralismo economico: “Svilupperemo il capitalismo economico, non perché lo adoriamo, ma perché dobbiamo superare la premodernità”.