Bonus sicurezza 2022, occasione per gli italiani: come fare domanda

Bonus sicurezza 2022, occasione per gli italiani: come fare domanda. Opportunità da sfruttare per proteggere le nostre case

Una storia che si ripete spesso, ma che in estate diventa ancora più pressante, quello della sicurezza nelle nostre case. C’è chi parte per vacanze più lunghe, chi anche solo per pochi giorni e rimane il problema di tenere tutto sotto chiave.

Bonus sicurezza 2022 (Pixabay)

La soluzione si chiama Bonus sicurezza 2022, un sostegno economico per coprire alcune delle spese che servono per far installare allarmi, sistemi antifurto e quello che serve per la videosorveglianza. Il bonus sicurezza permetterà agli italiani che punteranno su questi strumenti di sicurezza di ottenere una detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute.

Pur essendo dedicato alle case, questo bonus non rientra tra quelli compresi nel Superbonus 110 ma è un’agevolazione a parte e come tale deve essere richiesto con domanda a parte. In concreto non sostiene la ristrutturazione generale della casa ma esclusivamente la sicurezza dell’ambiente.

Bonus sicurezza 2022, occasione per gli italiani: come presentare la domanda

Fondamentale è che le spese siano dedicate ad alcune tipologie di interventi come grate alle finestre e porte blindate, sistemi di videosorveglianza con telecamere collegate ai centri di vigilanza privati. Ma anche casseforti a muro, saracinesche, strumenti per la rilevazione di effrazioni e vetri anti effrazione

Il bonus è stato riconfermato sino al 2024 per importi fino a 96mila euro ma per  accedere è necessario documentare la spesa sostenuta. A richiederlo possono essere  coloro i quali abbiano un diritto reale sull’immobile, sia proprietari che nudi proprietari, ma anche comodatari e locatari, soci delle cooperative o ancora usufruttari per immobili ad uso abitativo. Ma anche familiari, i coniugi (pure in caso di separazione) e i conviventi possono presentare  la richiesta.

Finestre blindate (Pexels)

L’agevolazione fiscale diventerà una detrazione fiscale sull’IRPEF che copre il 50% delle spese sostenute, in sede dichiarazione dei redditi e in un periodo rateizzato in 10 anni. Importante però è che le spese sostenute siano state effettuate attraverso metodi di pagamento tracciabili. Carte di credito o debito, bancomat o bonifico bancario, con il codice fiscale del beneficiario, la Partita Iva o il Codice Fiscale del professionista o dell’impresa che effettua i lavori, la causale, il numero e la data della fattura e l’importo.