Roma, incendio Malagrotta, Gualtieri: “Ora termovalorizzatore urgente più che mai”

Le cause dell'incendio sono al degli investigatori, che non escludono alcuna ipotesi, compreso il dolo.

Incendio Malagrotta - Foto vigili del fuoco
Incendio Malagrotta – Foto vigili del fuoco

La Capitale va dotata di una moderna rete di impianti adeguati alle altre città italiane ed europee: due digestori e un termovalorizzatore”. A meno di ventiquattr’ore dall’incendio che ha reso inutilizzabile uno dei due Tmb di Malagrotta, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri è tornato a parlare della necessità di costruire inceneritori.

Lo ha fatto nell’aula Giulio Cesare dopo un colloquio con i vigili del fuoco che da ieri hanno domato le fiamme. Intanto l’Arpa diffonde i primi dati rassicuranti sul pericolo della dispersione di sostanze nocive nell’aria, tra cui la diossina. “Dai primi dati forniti dall’Arpa che ha posizionato alcune centraline, si evince che nell’arco di 2,5 chilometri dall’incendio non si registrano valori sopra i limiti stabiliti dalla legge. I dati completi si avranno entro 48 ore. Manterremo alta la guardia e adegueremo future disposizione agli esiti del monitoraggio”, ha rassicurato Gualtieri.

La ricostruzione dell’incendio

I danni provocati dalle fiamme sono stati gravissimi e hanno riportato in auge il problema dei rifiuti a Roma oltre che l’allarme per la salute dei cittadini. L’incendio è scoppiato ieri, mercoledì 15 giugno, intorno alle 17.30 e ha interessato il capannone accanto al gassificatore in disuso.

Le fiamme si sono poi propagate verso la seconda linea dell’impianto. A prendere fuoco è stato il cdr, cioè il combustibile da rifiuti risultato della lavorazione della spazzatura. Ama, l’azienda municipalizzata dei rifiuti di Roma, ha bloccato i conferimenti di immondizia, e non si sa ancora quando riprenderà.

Le indagini

Intanto le autorità hanno raccomandato ai cittadini di tenere chiuse porte e finestre e di non accendere i condizionatori. Il Comune ha preparato un’ordinanza che imporrà una nuova serie di precauzioni, che prevede anche la chiusura di nidi e scuole dell’infanzia nel raggio di 6 chilometri a causa del rischio che l’aria sia carica di diossina.

Le cause dell’incendio sono al vaglio dei vigili del fuoco, che non escludono alcuna ipotesi, compreso il dolo. L’incendio di ieri somiglia a quello che nel 2018 al Salario ha distrutto un impianto gemello dell’Ama.