Giustizia, il Senato approva la riforma Cartabia: è legge

La riforma prevede l'aumento dei consiglieri, una nuova legge elettorale, regole di funzionamento interno contro le correnti, l'incompatibilità rafforzata politica-magistratura, separazione delle funzioni, riduzione dei fuori ruolo. 

Marta Cartabia - Foto di Ansa Foto
Marta Cartabia – Foto di Ansa Foto

Con 173 sì, 37 no e 16 astenuti, il Senato ha approvato il via libera definitivo alla riforma Cartabia sul Csm e l’ordinamento giudiziario, confermando il testo della Camera. È dunque legge.

La riforma prevede l’aumento dei consiglieri, una nuova legge elettorale, regole di funzionamento interno contro le correnti, l’incompatibilità rafforzata politica-magistratura, separazione delle funzioni, riduzione dei fuori ruolo.

I consiglieri diventeranno 30, 20 togati e 10 laici. Il meccanismo di voto è maggioritario, con collegi binominali e un recupero proporzionale che per i giudici prevede una distribuzione proporzionale di 5 seggi a livello nazionale, per i pm il recupero di un miglio terzo. Non sono ammesse liste: ciascun candidato, senza necessità di raccogliere firme, può presentarsi liberamente anche nel suo distretto. Deve esserci un minimo di 6 candidati in collegio binominale., di cui almeno tre del genere meno rappresentato. Se i requisiti non vengono raggiunti non si può procedere per sorteggio.

Lega: “Votiamo sì, ma manca qualcosa: un’occasione mancata”

La riforma è stata votata anche dalla Lega. “Manca qualcosa all’appello in questa riforma: noi votiamo a favore di questi ritocchi, ma all’appello manca una riforma costituzionale. C’erano i tempi per farlo, ci avrebbe permesso di dire non solo chi va al Csm, ma chi è meritevole di andare al Csm”, ha affermato in Senato Giulia Bongiorno, annunciando il voto favorevole del partito di Salvini alla riforma, che ha definito anche “un’occasione mancata”. 

Italia Viva: “Ci asteniamo, riforma lascia un po’ di amaro in bocca”

Non voteremo la sua riforma. Non votiamo contro ma ci asteniamo. Serve una riforma della giustizia e dell’ordinamento giudiziario, ma la riforma Cartabia serve di meno. Lascia un po’ di amaro in bocca”, ha affermato Matteo Renzi durante le dichiarazioni di voto, preannunciando l’astensione di Italia Viva.