Fiume Po in secca: “Una crisi che non si vedeva da 70 anni”, oggi riunione in Lombardia

A Tradate, in provincia di Varese, è stato limitato il consumo di acqua e sono previste multe per chi innaffia orti e giardini, lava le auto o riempie le piscine, dalle 6 a mezzanotte fino al 31 agosto. 

Fiume Po in secca - Foto di Ansa Foto
Fiume Po in secca – Foto di Ansa Foto

Il fiume Po è in secca come non si vedeva da settant’anni: è ufficialmente crisi idrica. Senza acqua è rischio fino al 50% della produzione agricola e zootecnica del Bacino padano, uno dei più importanti d’Italia.

Ma la situazione è drammatica anche per le famiglie e le industrie dell’area a causa del pericolo di razionamenti. Potrebbe risentirne anche il turismo in vista della stagione balneare che è appena iniziata.

A Torino, il Po è completamente in secca nel centro cittadino, all’altezza di Piazza Vittorio. La situazione di siccità, come spiega al Corriere della Sera Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità distrettuale del Fiume Po, “è in peggioramento”. Per questo in decine di Comuni di Piemonte e Lombardia sono già in azione le autobotti per portare acqua “perché i serbatoi locali afferiscono a sorgenti che non ci sono più”. 

Il caso Tradate

La Regione Lombardia ha chiesto lo stato di emergenza. A Tradate, in provincia di Varese, è stato limitato il consumo di acqua e sono previste multe per chi innaffia orti e giardini, lava le auto o riempie le piscine, dalle 6 a mezzanotte fino al 31 agosto.

Regione Lombardia convoca tavolo di coordinamento

Giovedì 16 giugno, oggi, si è riunito il tavolo di coordinamento convocato dalla Regione con Terna, i regolatori dei laghi di Iseo, Como e Maggiore, i rappresentanti di Enel, A2A ed Edison. “Ringrazio per l’impegno assunto da tutte le parti – ha spiegato l’assessore alla Montagna Massimo Sertori – in particolare i produttori idroelettrici nell’incrementare la produzione che permetterà di rilasciare un totale di 4 milioni di metri cubi di acqua al giorno per il bacino dell’Assa, e quasi un milione per il bacino dell’Oglio”. Per quanto riguarda il lago Maggiore, aggiunge l’assessore al Corriere, il Pirellone prenderà “contatti con le autorità svizzere per valutare rilasci dai produttori idroelettrici della Confederazione”. 

L’allarme di Coldiretti

Nelle campagne è emergenza siccità e c’è grande preoccupazione per il calo delle rese delle coltivazioni, dall’orzo al frumento, dai foraggi al mais”, afferma Paolo Carra, vicepresidente Coldiretti Lombardia.