Morte di Elena Del Pozzo, la madre: “Le ho dato un budino, guardava i cartoni, poi l’ho colpita”

Secondo la Procura, la donna avrebbe ucciso la figlia di cinque anni per gelosia nei confronti dell'attuale compagna del padre.

Omicidio Elena Del Pozzo - Foto di Ansa Foto
Omicidio Elena Del Pozzo – Foto di Ansa Foto

L’ho uccisa io”, ha confessato Martina Patti durante l’interrogatorio sulla morte della figlia di cinque anni Elena Del Pozzo, morta ieri. “L’ho portata a casa dall’asilo, ha voluto mangiare un budino poi ha guardato i cartoni animati dal mio cellulare. Io intanto stiravo”. 

La donna ha 23 anni e secondo gli investigatori ha ucciso la figlioletta per gelosia: non riusciva ad accettare il fatto che Elena si stessa affezionando alla nuova compagna del padre, Alessandro Nicodemo Del Pozzo. “Quando ho colpito Elena avevo una forza che non ho mai percepito prima. Non ricordo la reazione della bambina mentre la colpivo, forse era ferma, ho un ricordo annebbiato”, ha raccontato.

Patti fermata per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere

La Procura di Catania ha predisposto nei confronti di Patti un fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. La convalida potrebbe avvenire già domani, giovedì 16 giugno 2022.

Il Corriere della Sera scrive che durante l’interrogatorio la donna ha raccontato che “dovevamo andare a un compleanno, Elena era contenta. Poi siamo uscite per andare a casa di mia madre, ma ho rimosso tutto”. 

Martina Patti ha colpito Elena al collo e alla schiena con un coltello da cucina, nella loro casa. Poi ha portato e nascosto il cadavere dentro alcuni sacchetti neri della spazzatura in un vicino terreno di campagna. Resta da chiarire se sia stata aiutata da qualcuno a nascondere il corpo.

Elena Del Pozzo - Foto di Ansa Foto
Elena Del Pozzo – Foto di Ansa Foto

Le indagini

In un primo momento la donna ha raccontato ai carabinieri che Elena era stata rapita, ma la sua versione non aveva convinto gli investigatori, che hanno dato il via alle indagini, coordinati dalla Procura, per trovare la verità. Una serie di interrogatori sono stati effettuati durante la notte ai familiari della bambina, fino a che la donna non ha ceduto ed ha confessato.

L’avvocato: “Farò fare una perizia psichiatrica alla mia assistita”

Farò incontrare la mia assistita con uno psichiatra di fama per verificare le sue condizioni e dopo decideremo sulla perizia. Devo dare atto di grande correttezza ai carabinieri e alla Procura”, ha affermato l’avvocato Gabriele Celesti, che difende la 23enne.

Dalle indagini è emerso il “quadro di una famiglia non felice, la cui gioia della figlia non ha compattato la coppia”, ha affermato il comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Catania, colonnello Piercarmine Sica, che esclude “il coinvolgimento di altri” nell’omicidio.