Elezioni comunali e referendum giustizia: come e dove si vota

Oggi è il giorno del silenzio elettorale. Domani i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 e si potrà votare sia per eleggere il consiglio comunale sia per i cinque quesiti referendari. 

Elezioni amministrative 2022 - Foto di Ansa Foto
Elezioni amministrative 2022 (generica) – Foto di Ansa Foto

Elezioni comunali e referendum sulla giustizia: oggi, sabato 11 giugno, è la giornata del silenzio elettorale che durerà fino a domani, domenica, quando comincerà il voto.

Si andrà alle urne per le amministrative in 978 Comuni italiani. Voteranno in totale 51.533.195 elettori, di cui 25.039.273 uomini e 26.493.922 donne (dati del Viminale).

Nessun comizio e stop alla propaganda: alle 16 l’insediamento dei seggi in tutta Italia per le consultazioni referendarie. Non potranno esserci interviste. Domani i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 e si potrà votare sia per eleggere il consiglio comunale sia per i cinque quesiti referendari.

Elezioni comunali e referendum giustizia: le regole anti-Covid

Al seggio l’elettore dovrà esibire la tessera elettorale e un documento di identità valido. L’uso della mascherina Ffp2 è “raccomandato” ma non obbligatorio e i seggi dovranno essere continuamente sanificati. I cittadini dovranno inserire personalmente le schede nell’urna. Inoltre è assicurato il voto a chi è in ospedale, ma anche a coloro che sono a casa in quarantena o in isolamento fiduciario.

Lo spoglio

Domani, domenica, lo spoglio elettorale  sul referendum comincerà subito dopo la chiusura dei seggi. Lunedì 14 invece, si terrà lo spoglio per le elezioni amministrative. Eventuali ballottaggi sono previsti per il 26 giugno nei Comuni con una popolazione superiore ai 15mila abitanti.

Dove si vota

Le elezioni amministrative coinvolgono quattro capoluoghi di Regione (Genova, Palermo, Catanzaro, L’Aquila) e 22 capoluoghi di Provincia (Alessandria, Asti, Barletta, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lodi, Lucca, Messina, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Taranto, Verona e Viterbo).

Comuni fino a 15mila abitanti

Nei Comuni fino a 15mila abitanti si può tracciare un segno sul nome del candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata allo stesso candidato sindaco. In ogni caso il voto viene attribuito sia alla lista dei candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato. Viene eletto primo cittadino il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, si procede ad un turno di ballottaggio domenica 26 giugno tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Comuni con più di 15mila abitanti

Nei Comuni con più di 15mila abitanti sono possibili più soluzioni. Tracciare un solo segno sul rettangolo col nome di un candidato sindaco, cioè senza segnare alcun contrassegno di lista: in questo caso il voto viene attribuito solo al candidato sindaco scelto. La seconda opzione è tracciare un segno solo su una delle liste, la terza tracciare un segno sia sul nome di una delle liste che sul nome del candidato sindaco: in entrambi i casi il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista collegata. Altra opzione è esprimere il voto disgiunto, tracciando un segno sul nominativo del candidato sindaco ed un altro segno su una delle liste ad esso non collegata: un questo caso il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista non collegata.

Diventa sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Se nessun candidato raggiungesse tale soglia, si tornerebbe a votare il 26 giugno tra i due candidati più votati.

Quante preferenze si possono esprimere

Nei Comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti si può esprimere una sola preferenza per un candidato consigliere comunale.

Nei Comuni con più di 15mila abitanti, si possono esprimere più di due preferenze per i candidati a consigliere comunale, scrivendo il cognome nelle apposite righe tratteggiate poste al si sotto del contrassegno di lista. In caso di espressione di due preferenze, queste devono essere di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Le preferenze devono essere manifestate esclusivamente per candidati compresi nella lista votata.

I quesiti del referendum

Il voto del referendum sarà valido solo se si recherà alle urne la metà più uno dei cittadini aventi diritto. I quesiti sono 5: se abrogare parte della Legge Severino, che prevede l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza automatica per i parlamentari, membri del Governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali nel caso di condanna per reati gravi. Lo stop delle “porte girevoli” per non permettere più il cambio di funzioni tra giudici e pubblici ministeri e viceversa nella carriera di un magistrato. Si risponderà anche in merito allo stop dell’obbligo per un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Consiglio superiore di magistratura; togliere la “reiterazione del reato” dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere o i domiciliari per una persona durante le indagini e quindi prima del processo. Infine si risponderà anche a un quesito che tende a far sì che gli avvocati, parte dei Consigli giudiziari, possano votare in merito alla valutazione dell’operato dei magistrati e della loro professionalità.