Michael Schumacher, sta per succedere quello che tutti temevano: lo abbiamo saputo adesso

Michael Schumacher, sta per succedere quello che tutti temevano: lo abbiamo saputo adesso. I tifosi del Kaiser sono rimasti spiazzati

Non sono soltanto i numeri a confermare che Michael Schumacher è entrato nella storia della Formula 1 passando dalla porta principale. Ma per raccontare la sua leggenda servono anche questi e il weekend di Baku sarà speciale.

Michael Schumacher (ANSA)

Il Gran Premio dell’Azerbaigian è nato solo nel 2016 e quindi Schumi non ha mai potuto correrlo, perché si era già ritirato prima del tragico incidente di Méribel a fine 23013 che ha cambiato la sua vita. Ma comunque vada a finire la gara domenica pomeriggio (il via alle 13 italiane), riscriverà comunque la storia della Formula 1 moderna e c’è un motivo ben specifico.

Perché fino ad oggi il campione tedesco tra i suoi tantissimi record aveva anche quello della longevità in pista. Era infatti il pilota con la carriera in assoluto più lunga tra le monoposto a ruote scoperte. Ma in questo weekend sarà superato da un altro grande veterano del Circus, Fernando Alonso.

Michael Schumacher, sta per succedere: la storia cambia, c’è chi ha fatto meglio

Al momento il record è nelle mano di Michael Schumacher che è arrivato a 7.763 giorni: dal 25 agosto 1991, data del suo debutto nel GP Belgio con la Jordan, all’addio nel GP Brasile del 25 novembre 2012 con la Mercedes. In mezzo ha messo sette titoli mondiali, vittorie su tutte le piste, pole positions e molto altro.

Alonso invece aveva debuttato in F1 con la Minardi  il 4 marzo 2001 per passare alla Renault con la quale riuscì a diventare due volte Campione del Mondo. Dopo domenica nella capitale azéra salirà in vetta a questa speciale statistica con 7.770 giorni tra il primo e l’ultimo gran premio disputato. E quando arriverà al 20 novembre, data in cui si correrà il GP di Abu Dhabi per chiudere il Mondiale 2022, saranno 7.931 giorni di carriera in Formula 1.

Fernando Alonso (ANSA)

Tra i due però una differenza c’è. Michael, anche se per tre anni dal 2007 al 2009 aveva staccato facendo solo il consulente e il collaudatore, non ha mai di fatto lasciato il mondo della Formula 1. Alonso invece per due anni, tra il 2018 e il 2020, si era dedicato alla Indycar, al WEC con la 24 Ore di Le Mans e alla Dakar.