Femminicidi a Vicenza: perché la giustizia ha fallito

Prima di ucciderla ieri, nel corso della loro relazione l'uomo aveva già aggredito la moglie. Era stato arrestato per maltrattamenti poi, uscito dal carcere aveva il divieto di avvicinarsi a Lidia.

Femminicidio Vicenza - Foto di Ansa Foto
Femminicidio Vicenza – Foto di Ansa Foto

Una tragedia annunciata. Zlatan Vasiljevic, di origini serbe, viveva in Veneto da diversi anni. Aveva sposato Lidia Miljkovic nel 2005 e dal loro matrimonio sono nati due figli tra il 2006 e il 2008.

Prima di ucciderla ieri, nel corso della loro relazione l’uomo aveva già aggredito la moglie. Nel 2019 era finito in manette ad Altavilla, dove vivevano insieme, per averla picchiata ripetutamente. La donna aveva denunciato un lungo elenco di violenze ricevute.

I maltrattamenti erano cominciati nel 2011, anche davanti ai figli minorenni. Una volta Vasiljevic aveva afferrato Lidia al collo minacciandola con un coltello, un’altra l’aveva sbattuta sul frigo, un’altra l’aveva aggredita a letto stringendole le mani alla gola, un’altra ancora l’aveva picchiata facendola cadere.

Dopo il carcere, il divieto di avvicinamento a Lidia

L’uomo è rimasto in carcere per poco tempo e a dicembre del 2019 risale un ordine di non avvicinamento a Lidia, che nel frattempo si era trasferita con i genitori a Schio, in provincia di Vicenza.

In un’intervista a La Repubblica, Daniele Mondello, nuovo compagno della donna ha accusato la magistratura e gli assistenti sociali: “Giusto tre settimane fa è stata emessa la sentenza di separazione. Stabiliva la cessazione dell’affido esclusivo dei figli di 13 e 16 anni a Lidia. Per ogni cosa bisognava mediare col padre: scuola, tempo libero, medicine”. Queste circostanze, spiega l’uomo, mettevano in pericolo la vittima: “Finché il sistema rimane questo, le donne continueranno ad essere uccise”. 

Femminicidi a Vicenza: la ricostruzione

Vasiljevic aveva 42 anni. Ieri, giovedì 9 giugno, ha prima ucciso l’ex compagna, poi quella attuale, Gabriela Genny Serrano, e infine si è suicidato. Gli inquirenti stanno indagando sulla vicenda.

Secondo la ricostruzione effettuata finora, Lidia aveva da poco accompagnato i due figli a scuola ed era risalita in auto quando Vasiljevic l’ha raggiunta e le ha sparato. Non è ancora chiaro se i due avessero un appuntamento per discutere questioni legali o se lui le abbia teso un’imboscata.

Subito dopo il primo femminicidio, il killer avrebbe fatto detonare alcuni esplosivi per poi scappare in auto con Gabriela. Da quel momento in poi le forze dell’ordine si sono mobilitate per una serratissima ricerca dell’uomo, fino a che non l’hanno ritrovato morto in auto in una piazzola della Tangenziale ovest di Vicenza con accanto il corpo della sua attuale compagna. Avrebbe prima ucciso lei, poi avrebbe lanciato granate e si sarebbe suicidato.

Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe avuto come obiettivo uccidere tutta la famiglia Miljkovic. Per questa ragione la polizia, dopo il primo omicidio, ha messo in sicurezza i due figli e l’attuale compagno della donna.